Cibo Nostrum si conferma anche quest’anno la grande festa della cucina italiana nella quale più di 1000 cuochi hanno dato prova di grande operosità ed altissima professionalità.

La manifestazione organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi si è svolta fra Zafferana e Taormina con un pranzo di chiusura al Faro di Capomulini, sulla scogliera rocciosa di pietra lavica punteggiata da fiori di cappero e dalle pale di fichi d’india, in riva a quel Mar Mediterraneo che fu il Mare Nostrum degli antichi romani.

Una tre giorni di festa con un momento apicale raggiunto a Taormina, che è stata letteralmente invasa da un pubblico in festa, tantissima la gente che ha affollato il corso Umberto, con quel mix di locale e straniero che a Taormina è così naturale. Una massa attratta dalle numerosissime possibilità enogastronomiche di spessore e che per certi versi potremmo definire memorabili, perchè forse i veri souvenir dei tempi nostri sono le esperienze, in particolare quelle nelle quali possiamo ricordare il profumo o il sapore di un cibo.

Ma cosa sarebbe un cibo senza l’abilità di chi si cimenta nella preparazione? Forse non è sbagliato pensare che il protagonista di questa edizione di cibo nostrum è anche il nostro modo di cucinare e di offrire un cibo, quel ‘mood’ unico che il mondo ci invidia: in nessun posto come in Italia ed in particolar modo in Sicilia il cibo è accoglienza, ospitalità, comunicazione, scambio.

Così come il Mare Nostrum fu l’elemento di coesione ed avvicinamento fra popoli, capace di unire e legare accorciando le distanze, Cibo Nostrum in questi 3 giorni ha attratto un pubblico entusiasta, pronto a ricordare la tradizione e a sperimentare le novità.

E mentre il New York Times riscopre la bellezza del mediterraneo accendendo i riflettori su Catania con un articolo che ne celebra le architetture, il capitale umano e soprattutto il profumo e il sapore di quel cibo così autentico e così intenso da valere già da solo il viaggio intero, anche l’Etna vive un grande rilancio sia come territorio vitivinicolo unico e sia come riscoperta gastronomica di rilevanza internazionale.

Cibo Nostrum ha ricordato a tutti questo patrimonio di bellezza, ed in cambio il feedback è un dato di affluenza che supera le 30.000 presenze, che sembra voler dire che il cibo non solo è cultura, non solo è ristoro, ma è anche un comparto economico molto importante per il nostro paese.

La manifestazione anche per questa settima edizione ha individuato alcuni destinatari ai quali devolvere parte dei ricavi, quanto raccolto é stato devoluto a: Fondazione LIMPE per la lotta al Parkinson €15000, al Moige per il contrasto al CyberBullismo in favore delle loro campagne di sensibilizzazione €15000, al Dipartimento per la Solidarietà e le emergenze della Federazione Italiana Cuochi € 13000.

 

 

 

Valeria Lopis
Mamma ai tempi di whatsapp, winelover appassionata, lettrice seriale, 100% made in Catania ma con tanta voglia di importare usi e costumi nord europei, a cominciare dal loro design, così dopo una bella laurea in scienze politiche e tante collaborazioni nel mondo della comunicazione, inizia il suo lavoro nel mondo del design come arredatrice d'interni presso un prestigioso show room catanese. Social quanto basta, orgogliosa proprietaria di un vespone dell'82, a bordo del quale il mondo è sempre un posto bellissimo, capta pensieri ed energie, come tutte le donne è geneticamente predisposta a fare circa 10 cose contemporaneamente, ogni giorno è un nuovo giorno ma la domenica è sempre troppo breve!