“Overseas” e “Veil” i documentari della regista Irene Felici

Di Egle Pappalardo

Le Info Ladies e sono le donne emancipate con indosso divise dai colori sgargianti, che a bordo della loro bicicletta attraversano il Bangladesh in lungo e in largo per portare internet agli abitanti delle zone rurali.
 A raccontarle è la giovane regista di origini catanesi Irene Felici nel suo documentario Overseas” prodotto nel 2019 dalla casa di produzione Natia Docufilm con il sostegno di IULM Università di Lingue e Comunicazione.

Girato in Bangladesh e selezionato da festival del cinema nazionali e internazionali tra i quali: Roma Cinema Doc e Women of Wonders Film Fest 2020 a Honolulu, Overseas, racconta il mondo delle imprenditrici che trasportano internet in bicicletta.

C’è chi vuole chiamare via Skype parenti e amici lontani e chi deve sbrigare delle pratiche burocratiche online.
Grazie alle Info Ladies, qualcosa altrimenti impensabile, diventa possibile per gli abitanti del posto. L’avere a disposizione la tecnologia, cambia anche la percezione della vita che hanno queste persone. Le emozioni vengono raccontate con grande attenzione dalla regista, che si concentra nel coglierle sui loro volti. 

«In queste realtà del Bangladesh, la donna è quella che deve pulire casa, occuparsi dei figli e solo il marito lavora. Le Info Ladies sono donne che hanno trovato la propria indipendenza. La protagonista aveva una bimba di circa un anno, ricordo che sperava che la figlia una volta cresciuta andasse fuori a studiare ingegneria o qualcosa legato alla tecnologia» racconta Felici. 

“Overseas” è senz’altro una riflessione sul digitale e sull’avere a disposizione il mezzo tecnologico, ma soprattutto una riflessione sulla figura della donna che lotta in una società che non facilita l’emancipazione. 

 Anche “Veil” vede protagonista la figura femminile. Il primo episodio della serie di brevi documentari, prodotti da Alphacharlie Production, sarà presentato al pubblico la prossima primavera in esclusiva su piattaforme streaming.       

Attraverso “Veil” Felici vuole raccontare come viene vissuta l’esperienza di clausura nelle diverse parti del mondo. Questa scelta di vita verrà esplorata sia dal punto di vista religioso, sia dal punto di vista delle singole donne, approfondendo ogni sfaccettatura della loro personalità. 

«Veil è una storia di donne, donne che hanno scelto di essere suore. Ma ancor di più, vuole raccontare questa scelta da un punto di vista differente attraverso uno sguardo tutto al femminile: quello di chi è davanti e dietro la telecamera. Mostrando donne di diverse fasce generazionali e culture, l’obiettivo è comprendere come sia possibile trovare la libertà anche nella scelta di un modo di vivere fatto soltanto apparentemente di regole e rinunce» conclude Felici. 

La regista ha collaborato con Unicef ed Emergency dirigendo documentari antropologici in Asia, Africa e Sud America. Mostrare come la figura femminile viene considerata nelle varie culture, è da sempre il filo conduttore delle sue opere autoriali.

La regista

Irene Felici è una Regista e documentarista. Nata a Catania, ha iniziato con la fotografia. Varie collaborazioni, tra cui Unicef e Emergency, l’hanno portata in Africa, Asia e Sud America per la direzione di documentari antropologici destinati ad emittenti quali Rai e Sky, selezionati a diversi festival internazionali.

È co-fondatrice di Next Stop, un’associazione che si occupa di combattere le molestie sessuali sui mezzi pubblici.

Laureata allo IULM di Milano in Televisione, Cinema e New Media.

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