Malarazza, Giovanni Virgilio: “I personaggi negativi sono dei vinti”

In questi giorni abbiamo tanto sentito parlare dei personaggi di Gomorra a volte mitizzati umanizzati non è questo il caso di Malarazza ancora al cinema fino a Gennaio.

 

 

Le periferie del mondo si somigliano tutte.
Luoghi non luoghi, in cui vivono persone normali che diventano invisibili, a beneficio di persone la cui visibilità, invece, è data dalla bestialità, dalla violenza, dalle loro foto sulle pagine della cronaca nera. Nerissima.

“Malarazza – Una storia di periferia” non vuole essere una storia di disagio, tutt’altro. Forse, addirittura, vuole essere l’urlo disperato e al tempo stesso di speranza di una comunità. Una comunità “vera” che, come racconta Giovanni Virgilio, ospite del Salotto di Rsc Radio Studio Centrale, ha collaborato attivamente durante le riprese e in cui si respira molta più “normalità” di quanto si sospetterebbe.
“Tante volte mi è capitato di sentire che Malarazza viene paragonato a Gomorra. Una cosa è certa: in Malarazza non c’è il rischio che i personaggi negativi vengano mitizzati, sono dei “vinti”, semmai possono essere accomunati a dei personaggi verghiani” (non a caso il titolo…).

Una nota di merito va al cast decisamente all’altezza delle aspettative (strepitosa la prova di Paolo Briguglia nei panni scomodi di un trans) e alle musiche composte dal musicista Giuliano Fondacaro , storico collaboratore di Virgilio, in particolar modo per la meravigliosa “O pensamento de você” interpretata con intensità da Arisa.
Un film totalmente siciliano, di più, catanese, del quale il regista Giovanni Virgilio è visibilmente soddisfatto e che andrebbe visto , anche solo per l’orgoglio di sostenere una bella opera made in Sicily.

Antonella Insabella
Speaker o conduttrice radiofonica? Lei preferisce sicuramente la seconda opzione, per via di un appassionato amore per la Lingua Italiana. Forse per questo da bimba ogni sera apriva il vocabolario donato dall'amato Nonno Pippo per imparare una parola nuova? E a proposito, già da bimba aveva questa maledetta abitudine di addormentarsi con le cuffie e il walkman sempre acceso e, di certo, non ascoltava la musica dello Zecchino d'oro. Insomma, il sentiero era già tracciato: nel mondo della radio da 25 anni "appena", conduce, ma ancor prima cerca, idea, organizza e cura i rapporti con le case discografiche.

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