Le donne del vino hanno brillato e illuminato con la loro luce l’atmosfera incantata e magica del Salone delle Feste di Palazzo Nicolaci di Villadorata, gioiello barocco nel cuore di Noto, che le ha accolte in occasione dell’evento che ha inaugurato la settimana di appuntamenti dedicate al lato femminile del vino.

Il dibattito dal tema Vino, donne e design è stata l’occasione per riunire attorno allo stesso tavolo le socie dell’Associazione Donne del Vino che in Sicilia sono una delegazione compatta e importante capitanata da Roberta Urso e dalle vice delegate Stefania Busà e Flora Mondello.

L’incontro dello scorso 2 marzo si è svolto in Sicilia in contemporanea a Marsala e Noto: due aree particolarmente vocate alla viticoltura dove le donne del vino hanno ruoli chiave che svolgono con competenza e passione.

Dopo i saluti di benvenuto dell’Assessore al turismo del Comune di Noto Giusy Solerte, il dibattito è subito entrato nel vivo con la moderatrice Maria Antonietta Pioppo, giornalista di settore e sommelier, nonché prima Executive Wine Master di Sicilia che ha presentato l’Associazione donne del Vino nata nel 1988 con 3 socie ed oggi arrivata a contarne 800.

La parola è passata poi a Cori Amenta, la stilista originaria di Noto ha sottolineato le affinità fra il mondo del vino e della moda, e ricordato come il primo social della storia sia sempre stato il vino, catalizzatore di legami, di amori, amicizie e sentimenti.

“Per me la festa della donna vale doppio perché ho scelto con la testa e con il cuore di essere donna” in queste parole della fashion design netina c’è tutto il complicato percorso di transizione che ha affrontato e che ha condiviso con spontaneità e grande simpatia.

L’interior design Samuele Mazza è intervenuto presentando un progetto incentrato sul nuovo fenomeno del vino in sicilia, una ricostruzione tra architettura, design e lifestyle che vedrà la luce a novembre, un’opera a 4 mani con la docente Elena Castagnino.

Molto interessante e coinvolgente il contributo dell’architetto Lucia Papa di Linguaglossa, che in territorio etneo ha firmato diversi cantieri per aziende vitivinicole oggi divenuti luoghi di charme e fascino, dove viene fuori il meglio della bellezza architettonica siciliana che ammalia enoturisti di ogni provenienza grazie anche a quel sapore antico che l’architetto è riuscito a conservare e valorizzare.

Arianna Vitale e Silvana Raniolo durante la degustazione in festa

Le donne del vino libere da ogni formalismo hanno raggiunto il tavolo e concluso i lavori con un pensiero legato al vino e alla passione per un lavoro che è anche appartenenza culturale ad un territorio: Valentina Nicodemo di Judeka, Silvana Raniolo di Tenuta Bastonaca, Arianna Vitale di Tenuta Mannino di Plachi, Maria Antonietta Azzaro di Amanto Vini, Viviana Pitino di Planeta, Stefania Busà di Vini Rudinì, Francesca Curto di Curto.

Il sindaco di Noto Corrado Bonfanti ha salutato la Sala gremita ed invitato le donne dell’associazione al Vinitaly dove sarà presente in qualità di coordinatore regionale delle città vino, una splendida opportunità per fare promozione del territorio.

Tra luci e calici la festa è decollata in uno dei cortili più belli della città barocca, quello dell’Enoteca Regionale della Val di Noto accolti dalla direttrice della Strada del vino Val di Noto Teresa Gasbarro.

In degustazione tutte le cantine coinvolte dall’associazione e tanti partner d’eccezione come Campisi Conserve, le cultivar e i pregiati olii di Cunzatillu, il prelibato cioccolato di Modica presente con il Consorzio, gli affinatori di formaggi a latte crudo Food – custodi dei sensi, e infine gli etnei Neromonte con le confetture gastronomiche.

Ancora una volta vince il fare squadra, le signore del vino siciliano dell’Associazione donne del vino sono riuscite a creare un momento di scambio culturale, degustazione e festa, lanciando un chiaro messaggio: le quote rosa del vino sono qualificate, motivate, ci mettono il cuore e sanno anche divertirsi!

Valeria Lopis
Mamma ai tempi di whatsapp, winelover appassionata, lettrice seriale, 100% made in Catania ma con tanta voglia di importare usi e costumi nord europei, a cominciare dal loro design, così dopo una bella laurea in scienze politiche e tante collaborazioni nel mondo della comunicazione, inizia il suo lavoro nel mondo del design come arredatrice d'interni presso un prestigioso show room catanese. Social quanto basta, orgogliosa proprietaria di un vespone dell'82, a bordo del quale il mondo è sempre un posto bellissimo, capta pensieri ed energie, come tutte le donne è geneticamente predisposta a fare circa 10 cose contemporaneamente, ogni giorno è un nuovo giorno ma la domenica è sempre troppo breve!

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