Attore, regista, cantastorie.
L’amore per il teatro di Giovanni Calcagno passa per i suoi occhi acuti e l’espressività di un volto che riconosceresti fra mille.
Non è un caso se è stato scelto per rappresentare personaggi ipercaratterizzati, tanto sul piccolo, quanto sul grande schermo. D’altro canto il cosiddetto “fisique du role” spesso dirige scelte quasi obbligate, specie nella comunicazione televisiva che tende a semplificare proprio con l’immagine.
Ma Giovanni è molto di più: è un cantastorie contemporaneo che sa trasportarti con le parole e con i movimenti rapidi dei suoi occhi curiosi nel suo mondo fatto di poesia.
Il primo incontro di Giovanni con “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry è avvenuto nel 2009.
In quell’occasione fu Rai Gulp a commissionargli una riduzione per la TV.
Ma in tutti questi anni Giovanni è sempre ritornato su questa favola eterna, decidendo dunque di rimaneggiare il testo in versi siciliani e italiani.
Il 25 febbraio “U principuzzu nicu” è a Enna e il giorno dopo a Noto, come racconta nel salotto di Radio Studio Centrale.

Antonella Insabella
Speaker o conduttrice radiofonica? Lei preferisce sicuramente la seconda opzione, per via di un appassionato amore per la Lingua Italiana. Forse per questo da bimba ogni sera apriva il vocabolario donato dall'amato Nonno Pippo per imparare una parola nuova? E a proposito, già da bimba aveva questa maledetta abitudine di addormentarsi con le cuffie e il walkman sempre acceso e, di certo, non ascoltava la musica dello Zecchino d'oro. Insomma, il sentiero era già tracciato: nel mondo della radio da 25 anni "appena", conduce, ma ancor prima cerca, idea, organizza e cura i rapporti con le case discografiche.

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