“Milena, la luna”, il film di Giuseppe Lazzaro Danzuso girato a San Berillo

Di Sudlook



Una serata emozionante all’Arena Adua di Catania con la proiezione di “Milena, la luna”, il mediometraggio di 40 minuti scritto e diretto da Giuseppe Lazzaro Danzuso e interpretato da una bravissima Debora Bernardi, con Aldo Toscano e la partecipazione straordinaria di Alessandra Cacialli.

Il film, girato nel quartiere di San Berillo nel Teatro Massimo Bellini a Catania, parla della vita delicata di un transessuale.
Milena è una donna nel corpo di un uomo. Dietro la sua mascherina di paillettes dorate racconta la sua vita difficile e il suo amore per il “professore”, un uomo gentile arrivato dopo una giornata di pioggia.


Una grande sensibilità nella scrittura e una delicatezza inedita- grazie anche alle musiche originali di Giancarlo Lazzaro Danzuso– mostrano i retroscena di na vita difficile.

«Questo film è un invito a recuperare la memoria per quella Catania che negli anni a cavallo della prima guerra mondiale, era una sorta di Mecca europea del Cinema, con quattro case di produzione e grandi teatri di posa sulla collina di Cibali: come ricordato in un libro di Franco Lamagna, qui vennero girati il kolossal Christus, ambientata la sequenza dell’eruzione dell’Etna di Cabiria e nacque l’idea di Sperduti nel buio, diretto da Nino Martoglio e con Giovanni Grasso e Virginia Balistreri- afferma il regista e continua-quando scrissi questa vicenda assolutamente inventata, anche se si basa su alcuni spunti reali, avevo in mente due temi principali che mi premeva affrontare. Uno era quello della dignità umana, cioè del diritto che ciascuno di noi ha di essere considerato prima di tutto un essere umano, e del dovere che hanno tutti gli altri di garantirgli questo diritto. E, poi mi interessava il destino che segna ogni vita: sono molto poche le persone cui è concesso di vivere la vita che vogliono, la vita che vorrebbero avere e che hanno sognato. Tutti gli altri vivono la vita che possono, anche perché può capitare di nascere in un corpo sbagliato, in una città sbagliata, in una famiglia sbagliata. Questo testo vuole restituire dignità a tutti loro». 

Durante la serata Luciano Catotti, per Buongiorno Sicilia e Vision Sicily, aziende alle quali si devono spettacoli teatrali di grande successo, ha lanciato una annuncio:
«Abbiamo intenzione di dar vita a un prodotto cinematografico adattando un testo scritto per il palcoscenico ancora da Lazzaro Danzuso, ‘Lu paladinu e lu tunnu ‘nfatatu’, e girando un film all’interno delle meravigliose tonnare siciliane». Il tutto nell’ambito di un progetto culturale di ampio respiro, come ha spiegato Paolo Patané, consigliere scientifico della Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia.

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