Se fosse una danza sarebbe la Danse Serpentine di Loie Fuller vista con gli occhi dei fratelli Lumière con effetti cromatici spettacolari e cangianti.

Rossella Pezzino de Geronimo si muove nel mondo proprio allo stesso modo.
Si trasforma continuamente.
Ed ogni volta la sua fotografia, le sue opere, i suoi ologrammi cambiano con uno stile tutto diverso, eclettico, colorato.
Lo sguardo è sempre rivolto verso la stessa direzione.
Rossella Pezzino de Geronimo ricerca la bellezza.
“E’ solo seminando la bellezza che in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando possiamo avere una speranza di felicità, per noi, ma soprattutto per le prossime generazioni”.
Inizia cosi l’intervista dell’imprenditrice e fotografa catanese, la prima che ha portato la cultura del cibo Giapponese a Catania con il ristorante Oxidiana donato poi alla figlia.
Ci incontriamo per parlare di Alchimie Lineari un reportage dell’anima che si è svolto in cima alle Ande a 5.100 metri di altezza, ma non facciamo in tempo a parlare dei paesaggi che rappresentano lo stato d’animo del momento e le emozioni della fotografa dove ogni nuances del terreno, ogni spigolatura di una roccia, ogni pozza d’acqua prendono forma, che subito scopriamo un nuovo lavoro portato avanti dall’artista dal nome “Il respiro del Cielo”.

La fotografa catanese è andata in Cina e presto potremo scoprire la sua nuova creazione.
Il 2017 si apre con un appuntamento importante al museo Vittoriano di Roma per  la terza edizione dell’Esposizione Triennale di Arti Visive, il 25 marzo con un’opera olografica. Un trittico in cui l’artista ha interpretato il tema della mostra: Aeterna.

Rossella Pezzino de Geronimo ama viaggiare, ma ama le proprie radici e ritornare nella sua amata villa di campagna costruita nell’800 circondata da 7 ettari di giardino fiorito.

Rossella infatti nel 2000 ha creato Le Stanze in Fiore, il giardino contemporaneo più bello della Sicilia che ha vinto il terzo premio di Grandi giardini Italiani. Tra i corridoi fioriti si fondono oltre 900 specie di piante rare tropicali e sub tropicali.

Ed è per questo che il valore del ritorno nella propria terra diventa sempre più importante:

“Io credo che non si possa ne si debba fuggire mai dalle proprie radici, è bello allontanarsi per aprirsi al nuovo, al mondo, al diverso per entrare in comunicazione, ma se tutti andassero via non sarebbe giusto. Anche se in Sicilia la maggior parte delle cose non funziona, bisogna lavorare e creare l’eccellenza per dimostrare e dare speranza a chi viene dopo di noi. E’ doveroso realizzare qualcosa per i nostri territori”.

Quando le chiediamo un aggettivo per descrivere la sua Catania lei risponde: “Potente. Catania è potente per via dell’energia dirompente che fuoriesce dalle viscere del vulcano. Credo di essere così piena di energia e voglia di progettare perché sono nata ai piedi di un vulcano attivo”.

 

 

Simona Scandura
Una strana ossessione per la "mise en place", innamorata dei fiori, del caffè e di Bauman. Laureata in Giurisprudenza, docente di comunicazione politica istituzionale e sociologia della comunicazione. Iscritta all'albo dell'ordine dei giornalisti dal 2009 con un passato da cronista televisiva. Aspirante videomaker, Ha collaborato con diversi periodici regionali. Dal 2013 direttore della testata giornalistica d'inchiesta SUDPRESS. Oggi direttore di SUDLOOK!

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