Ci ho messo una settimana a capire perché Gabbani ha vinto il festival.
Una settimana esatta.
Ho ascoltato il pezzo varie volte, ho visto il video, mio figlio la canticchia, vi dico la veritá, non mi piace.
E mi “dispiace” dire che non mi piace, perché non voglio (e non sono) “quella” radical chic che avrebbe voluto vincesse la Mannoia.
Ho la fortuna di poter dire che sono cresciuta con la musica, ne ho sentita tanta, tantissima di tutti i tipi.
Classica, Pop, Rock, Indie, pure le sigle dei cartoni.
Mio padre aveva un complesso musicale e mio zio (suo fratello) contro tutto e tutti ha deciso di fare il cantautore.
Vincenzo Spampinato, quello con tanti, tantissimi capelli, i jeans a zampa e che è stato sbattuto fuori di casa da mio nonno perchè fare il cantautore non era un lavoro serio.
Sono sempre stata fiera di ascoltare i suoi pezzi in anteprima, sono cresciuta tra un concerto ed un altro, ed ho avuto il privilegio per un periodo della mia vita di essere pure la sua assistente, l’assistente del Maestro Spampinato, (non potevo chiamarlo zio altrimenti mi dice sembravamo la famiglia di Mino Reitano).
Ho imparato tante cose, ho imparato che con la musica arrivi ovunque, quando un pezzo è giusto “arriva” arriva sempre e colpisce.
Ho imparato che con la musica non si muore mai (vedi Battisti, Tenco etc) .
Ho imparato anche e soprattutto che dietro una macchina come Sanremo ci sono delle logiche, di vario tipo, prima di tutto commerciali.
Bracci di ferro tra etichette discografiche, accordi, compromessi, meteore, delusioni, il look giusto quello che spacca, il colpo di scena (che ci vuole sempre).
Vi ricordate il bacio di Grillo alla Carrà, ah no era Benigni, e vi ricordate quando quello si voleva buttare dal teatro Ariston e Pippo Baudo lo salvó ?
La Musica è una roba speciale, ma prima di arrivare alle orecchie, ti deve entrare nel cuore e come tutte le cose dove centra il cuore, non c’è logica.
Ma torniamo a Gabbani, altrimenti non la smetto più.
Credo di averlo capito perchè ha vinto.
Ha vinto perchè la gente vuole freschezza, la gente ha bisogno di ridere, ha bisogno di leggerezza.
Lui è carino, buca lo schermo, il pezzo è orecchiabile e neanche così banalotto come sembrerebbe al primo ascolto.
Certo, pensiamoci bene, che gavetta ha fatto questo tipo?
L’anno scorso ha vinto la sezione giovani e quest’anno ha vinto Sanremo.
Mi chiedo, ma il sig. Gabbani che parla di Karma, che ne saprà lui di che cosa significa raggiungere i propri desideri?!
Avrà faticato, chissà se ha praticato a sufficienza (da buddista non posso non chiedermelo).
Un sig. Tenco secondo voi, ma soprattutto secondo me, si starà rivoltando nella tomba?
« Io sono uno che sorride di rado, questo è vero, ma in giro ce ne sono già tanti che ridono e sorridono sempre, però poi non ti dicono mai cosa pensano dentro »
(Luigi Tenco, Io sono uno, 1966)
Ricordiamoci poi, che a Battisti dissero che era stonato e che Mia Martini portava sfiga (che cattiva la gente)!
Me lo dice sempre mia nonna, Sarah a nonna, ccu ti fa arriri ti fa chianciri e ccu ti fa chianciri ti fa arririri.
Ma cosa c’entra, potreste dirmi, state sereni, c’entra e come se c’entra.
Gabbani sparirà? Certo che sì.
E adesso, w il Karma. (sperando sia clemente con Voi!)