Si scrive foodstagramming, si legge voyeurismo gastronomico.

Che sia gourmet o casereccio, a km zero o d’importazione, vegan o tradizionale, senza scatto né condivisione, ciò che mangi, diciamolo, non è mai esistito.

È il binomio cibo e social network la tendenza che spopola sul web dove, secondo una recente analisi di Coldiretti, quasi un italiano su tre, posta abitualmente foto dei piatti consumati al ristorante o preparati in casa.

Archiviati Pokemon e gattini, resta il cibo l’elemento più social, anello di congiunzione generazionale, contraltare 2.0 di masterchef televisivi.

A destra o a sinistra del piatto, anche lo smartphone insomma ha ormai un posto a tavola, e sdoganate le vecchie buone maniere che ne vietavano categoricamente l’uso, sia pranzo o cena, per i social addicted prima di una forchettata lo scatto è d’obbligo.

Tutto è iniziato su Instagram – il principale social network per la condivisione di immagini – dove oggi l’hashtag #food conta oltre 200 milioni di post pubblici, battendo i 104 milioni di #cat, e con un hashtag mondiale tematico, #foodporn, che ne conta 110 milioni.

In Sicilia in testa #sicilianfood con più di 60 mila post di #arancini, #caponata, #parmigiana, #cannoli, e roba ghiotta in quantità.

È la pornografia alimentare, l’occhio indiscreto della fotocamera che spia voluttuosamente il piatto appena servito, e si compiace conteggiando il numero di like.

Una scalata verso la vetta a colpi di pietanze creative, valorizzate dalla cornice giusta e dagli effetti ad hoc. Punto di vista dall’alto, nessun flash, composizione lineare: queste le regole base per una foto perfetta.

Un’evocazione sensoriale dentro un contesto narrativo minimalista. È il gusto che si racconta attraverso lo sguardo.

E se i filtri a disposizione non bastassero, a supporto degli utenti è arrivata l’app fotografica Foodie, con i filtri dal nome evocativo Gnam gnam, Fresco, Gommoso, Croccante, Barbecue, Dolce e Romantico, che modificano l’immagine rendendola più accattivante e pronta per la condivisione.

Ma la social food experience si fa sempre più sofisticata, e crea uno spazio dedicato, unico e caratteristico, per attirare amatori e professionisti, blogger e aziende, chef, produttori e ristoranti. È Fuudly, un progetto Made in Italy che nasce con lo slogan “Stay Hungry, Stay Fuudly”, un portale e un’app per smartphone per scambiarsi idee, consigli e ricette, con le video-lezioni per imparare a cucinare.

Per il 2017 le tendenze food privilegiano la cucina etnica, con semi e cereali a farla da padrone, chia, quinoa, kamut, farro, miso e amaranto: un trionfo di sapori e colori esotici, su tavole e social network.
La stimolazione dei sensi è compiuta e perfetta: insoddisfacente per il gusto, ma appagante per l’ego.

Foto: Salvo Puccio