Food & Wine Weekend a Taormina: successo per la prima edizione

Una sfida lanciata meno di un anno fa, quella dell’Associazione Commercianti Taormina– ACT di tenere accese le luci della città anche d’inverno e che in questo ultimo fine settimana di novembre appena trascorso ha centrato l’obiettivo, riuscendo a coinvolgere con la prima edizione del Taormina Food & Wine Weekend, cantine e sommelier, boutique del centro e ristoratori, intercettando appassionati, turisti e visitatori in un viaggio alla scoperta della migliore viticoltura italiana. “Sfida non facile – ammette il presidente ACT Nino Scandurra –siamo arrivati a novembre, mese in cui la città si svuota lentamente e molti ristoranti e alberghi abbassano la saracinesca per riaprirla solo a marzo, noi ci sforziamo di tentare un’inversione, convinti che questa città non possa spegnere la propria luce per quattro mesi l’anno. Ringraziamo la nuova amministrazione comunale che si è insediata lo scorso giugno per aver creduto nel nostro progetto”. “Siamo qui perché condividiamo questa idea che corrisponde esattamente all’indirizzo che noi abbiamo voluto dare alla nostra amministrazione – ha commentato il sindaco Mario Bolognari – cioè non avere la frenesia di aumentare il numero di visitatori, ma di migliorarne la qualità”.
“Ci sono due dati importanti – ha proseguito Bolognari – uno riguarda il 2018, di un flusso in aumento rispetto al 2017, e l’altro di una redistribuzione diversa della composizione del turista nel corso dell’anno che fa ben sperare nel senso di una migliore qualità. Iniziative come queste che valorizzano il territorio anche se per piccole nicchie di mercato, sono da noi raccolte favorevolmente. Seguendo e sposando questo esempio abbiamo già addobbato la città per Natale, cerchiamo di incoraggiare gli esercenti a restare aperti, stiamo pensando piccole agevolazioni per gli alberghi che non chiudono e anche a una politica diversa delle tariffe dei parcheggi nella stagione invernale. È un piccolo percorso che quest’anno darà forse poco frutti ma sono sicuro che ne darà tanti per il futuro”.“E’ controtendenza già da quest’anno con un +30% di alberghi rimasti aperti e molti negozi aperti rispetto all’anno scorso quando hanno chiuso oltre il 60’% degli esercenti e con un turismo più costante – ha aggiunto lo chef Pietro d’Agostino, vice presidente ACT – Dal nostro canto, stiamo lavorando come associazione per intercettare un flusso di visitatori siciliani e quel turismo straniero che predilige l’inverno. Abbiamo avuto la fortuna di un volo diretto Catania-Dubai e un Catania –Mosca cinque volte la settimana che ci hanno dato una mano”.

“Quanto al Food&Wine – ha aggiunto – la presenza di quasi 50 cantine che hanno accettato il nostro invitato dalla Campania, dalla Toscana, oltre che dalla Sicilia, ci lascia ben sperare che quella intrapresa sia la strada giusta”. “Questo è il primo evento di una di una serie che speriamo ci terrà impegnati fine a marzo – ha concluso Scandurra – siamo pronti per programmare un Food&Cinema, le ricette immorali di Manuel Vazquez Montalban e di Andrea Cammilleri con suo Montalbano e abbiamo già avviato delle trattative per organizzare il Capodanno cinese, in collaborazione con l’Istituto Confucio della Kore di Enna”.

È questo lo spirito che ha animato l’idea di una serie di appuntamenti cadenzati nel corso dell’anno, con l’organizzazione di Èxpo Eventi che fossero legati al tema food, e di volta in volta declinati con il vino, l’arte, i fiori, la musica, il cinema. Sono state le mura dell’antica residenza nobiliare di Palazzo dei Duchi di Santo Stefano ad ospitare nelle sale del pianterreno 25 banchi di assaggio di vini provenienti dalla Sicilia, dalla Puglia, dalla zona del Soave, mentre al primo piano, nel corso della due giorni sia winelovers che addetti ai lavori hanno partecipato alle 8 masterclass, sui segreti dei vitigni autoctoni più antichi, le differenze di clima, di territorio, ma anche sui processi di vinificazione, dal nero d’Avola al Cerasuolo di Vittoria e un confronto tra i bianchi prodotti in terreni vulcanici dell’Etna a quelli più salini del trapanese.

Prezioso il contributo dei sommelier della Fondazione Italiana Sommelier e gli studenti dell’istituto alberghiero Salvatore Pugliatti di Giardini Naxos. Ma la vera novità è stata quella di trasformare per l’occasione molti negozi di corso Umberto in suggestivi angoli di degustazioni dedicati ai clienti, che hanno potuto anche usufruire di speciali benefits.Altri protagonisti indiscussi i ristoratori di Taormina, che a pranzo e a cena hanno proposto menu gourmet a tema, dall’antipasto al dolce, con abbinamenti di vini ad hoc.