La rivista Cronache di Gusto lo ha appena incoronato il miglior chef under 30 del Sud d’Italia. E’ giovanissimo ma è già il capo della cucina di un noto ristorante della provincia di Catania. E’ giovane ma ha le idee chiare. Il protagonista dell’incontro di oggi è Giuseppe Raciti, 30 anni, chef di Zash e ormai tra i nomi più ambiti del panorama gastronomico italiano.

Noi lo abbiamo incontrato pochi giorni dopo il suo ritorno dall’ennesima gara che lo ha visto vincitore tra tanti altri chef. Per lui la cucina siciliana parla con i colori.

Come è nata questa passione per la cucina e come sei arrivato giovanissimo a questi traguardi?

“Ho iniziato a lavorare nei ristoranti già a 13 anni. In realtà il mio è stato un percorso lineare: la Scuola Alberghiera, il tirocinio in alcuni ristoranti e poi l’esperienza all’estero. Sono stato in Svizzera per alcuni e lì ho imparato alcune tecniche particolari in cucina, specializzando la mia passione e formando la mia esperienza. Si parte sempre dalla cucina classica e dalla cottura delle carni. E’ importante seguire le basi della cucina per arrivare ai grandi piatti. A Zash sono arrivato nel 2014, dopo una lunga esperienza anche al Grand Hotel San Domenico di Taormina. Il ritorno in Sicilia è stato la mia fortuna”.

Giuseppe RacitiNei tuoi piatti c’è sempre tanta sicilianità, come ti piace raccontare la nostra isola?

“Gli agrumi sono i protagonisti di molti dei miei piatti. Ho vinto diversi premi grazie all’utilizzo di pochi alimenti come il limone, il cedro, le arance ed i mandarini. Colori e profumi vanno mescolati bene ma devono sempre rimanere i protagonisti della cucina siciliana”

L’anno scorso sei anche stato vincitore del premio conferito dalla Comunità Europea per la valorizzazione dei prodotti e del territorio. Qual è l’elemento di valore che hai dato al prodotto?

“Il tema di quella gara era il cervo e lo storione e io ho aggiunto, come spesso faccio, il limone, il trunzo di Aci, la cipolla giarratana ed altri prodotti nostrani che hanno animato i piatti di carne dando loro carattere e personalità. Ho aggiunto l’amore per la mia terra e probabilmente questo ha fatto la differenza dando valore ai piatti. Credo che la produzione nostrana non vada solamente cucinata ma sopratutto raccontata perché è nell’anima del cibo e nella sua storia che si nascondo i sapori d’eccellenza”.

Che progetti hai per il futuro?
“Parteciperò al Bocuse D’OR, una delle più importanti gare di cucina di livello internazionale. Nessun siciliano è mai arrivato in finale. Chissà se cambiamo le cose quest’anno?!?”.

La cucina oggi è particolarmente di moda e sono tanti i giovani che intraprendono questa strada. Sulla base della tua esperienza, che consiglio daresti loro?

“Innanzitutto di lasciar perdere tutte le trasmissioni televisive impegnate su questi temi. Passione e lavoro costante sono gli elementi indispensabili. Serve un po’ di esperienza all’estero per conoscere tutti i prodotti e le cucine del mondo e poi occorre tornare con forza alle origini. Iniziare dalla base, dalla cucina classica e dalle regole più importanti per ampliare la proprio conoscenza con sapori e prodotti nuovi”.

Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione nell’Università degli Studi di Catania, ha conseguito il Master MASPI dedicato al Management della comunicazione politica, sociale ed istituzionale presso l’Università IULM di Milano e concluso, infine, la Laurea Magistrale in Programmazione e Gestione delle Politiche Pubbliche nel Dipartimento di Scienze Politiche dell’ateneo catanese. Socia dell’associazione “Comunicazione Pubblica” dal 2011 e iscritta all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia dal 2014.Attualmente consulente marketing della Onlus internazionale LIAF – Lega Italiana Antifumo, si occupa di pianificare e coordinare campagne di comunicazione contro le patologie fumo correlate.