Una lunga notte in rosa che si è colorata e profumata delle sfumature di ben 78 etichette provenienti da 72 cantine da tutta la Sicilia, ecco cos’è stata “Drink Pink in Sicily” l’evento che per un giorno intero ha creato un focus sui vini rosati in tutte le possibili declinazioni.

Per il secondo anno consecutivo produttori e winelover si sono dati appuntamento al SAL – Spazio Avanzamento Lavori lo scorso 24 giugno per degustare e conoscere una realtà sempre più importante che comincia ad acquisire anche dal punto di vista commerciale un profilo interessante.

Sono tantissime le etichette appena nate nel panorama enologico siciliano: i rosati che per esigenza dei vignaioli o per voglia delle aziende più strutturate di espandersi e interfacciarsi con nuovi mercati dalla Sicilia sono stati lanciati su un mercato curioso e vivace che oggi riesce a dare uno spazio e un’identità al vino rosè.

Il format ideato dall’imprenditrice catanese Gea Calì si è arricchito in questa edizione 2019 di tre preziosi momenti di approfondimento “didattico” ma anche di riflessione con docenti e produttori che portano avanti l’impegno di un produrre con coscienza e non senza sacrificio.

I lavori si sono aperti al mattino con il seminario a cura di  Manlio Giustiniani, docente e winemaster sedotto dalle bollicine, la cui autorevolezza è nota anche oltralpe dove riesce a riconoscere le annate di Champagne alla cieca.

A lui sono state affidate le “7 Bolle Rosa – La sfida del metodo classico in Sicilia” un percorso titillante fra perlage e bollicine rigorosamente in rosa dove lo spumante siciliano è apparso in gran forma con 7 grandi protagonisti: Murgo Brut Rosè (nerello mascalese), Nutaru Spumante Metodo Classico Rosè Avide (Frappato), Fin Che Venga metodo classico rosé Cambria (Nocera), Rosé Cuvée Vitese 595 Colomba bianca ( nero d’avola), Donnafugata millesimato rosé (Pinot nero), Almerita rosé tasca D’almerita (Pinot nero), Rosé Brut Spumante Metodo Classico terrazze dell’etna (pinot nero 90%/nerello mascalese 10%).

Dai pionieri come Murgo che sull’Etna già negli anni ’90 ha creduto e scommesso sulla spumantizzazione, fino ai nuovi arrivati alle bollicine come l’etichetta Cambria Vini di Furnari (ME) che ha spumantizzato le uve di Nocera, l’antico vitigno del mamertino, con un risultato straordinario, la sensazione complessiva è quella di una grande voglia di fare tra produttori, ripagati della qualità immessa sul mercato da un consumatore che sceglie in modo sempre più consapevole e interessato.

Giustiniani a fine degustazione ha dichiarato: “Le bollicine siciliane degustate in quest’occasione mi hanno sorpreso in modo positivo! C’è grande qualità nelle bottiglie di spumante siciliano e pian piano lavorando in questa direzione arriveranno le soddisfazioni e i risultati sperati, il tempo sarà fondamentale per capire: la storia dello champagne insegna che c’è stato bisogno di più di 200 anni per evolvere tra esperimenti e savoir faire, tentativi e prove alla ricerca dello stile e del giusto equilibrio nel segno dell’eccellenza”.

Nel pomeriggio una tavola rotonda sull’evoluzione del vino rosato, con la partecipazione dei delegati Slow Wine, Slow Food, Consorzio Etna Doc. con il presidente Antonio Benanti, l’Ass. Strada del vino e dei sapori dell’Etna con Gina Russo, l’Ass. strada del vino Cerasuolo di Vittoria Docg, e la numerosa presenza dell’Associazione nazionale donne del vino di Sicilia, è stata la premessa a un appuntamento senza precedenti: la “Verticale storica di 7 annate di “Osa! questo non è un vino tranquillo”, Frappato rosato I.G.T. dell’Azienda Paolo Calì, vino iconico e fortemente rappresentativo di un territorio e di un approccio contemporaneo al fare vino, con le annate selezionate dall’enologo Emiliano Falsini: 2008 – 2013 – 2014 – 2015 – 2016 – 2017 – 2018 commentate dal produttore e da Francesco Saverio Russo blogger e comunicatore del vino “emozionale”.

Una grande novità tecnologica ha atteso i winelover ai banchi d’assaggio: il dispositivo intelligente di Memorvino, un lettore che consente attraverso un chip applicato al calice di segnare tutti gli assaggi degustati elaborando una drink list personale che viene poi inviata il giorno dopo attraverso la mail lasciata in fase di registrazione, un servizio utile per le cantine e divertente per il consumatore che ritrova in modo esatto l’elenco degli assaggi e le relative schede tecniche.

Ecco l’elenco delle cantine degustate: Antichi Vinai, Avide, Azienda Agricola Biologica Di Giovanna, Azienda Agricola Cambria, Azienda Agricola Poggio Di Bortolone, Azienda Agricola Vini Mortilla, Azienda Curto, Azienda Falcone, Azienda Vitivinicola Paolo Cali’, Baglio Del Cristo Di Campobello, Barone Di Villagrande, Barone Sergio, Barraco, Benanti, Bonavita Vignaioli In Faro Superiore, Calcagno, Cantina Marilina, Cantine De Gregorio, Cantine Di Nessuno, Cantine Nicosia, Cantine Russo, Casa Di Grazia, Colomba Bianca, Contino, Cottanera, Davide Di Bella Produttori Etna Nord, Dei Principi Di Spadafora, Donnafugata, Feudo Cavaliere, Feudo Disisa, Feudo Montoni, Feudo Vagliasindi, Filippo Grasso, Fischetti, Girolamo Russo, Gulfi Cantina, I Custodi Delle Vigne Dell’Etna, Irene Badalà, Judeka Winery, La Contea, Le Case Matte, Malopasso, Masseria Sette Porte, Monterosso, Nuzzella, Palmento Costanzo, Pietradolce, Planeta, Primaterra, Santa Tresa, Tenuta Delle Ferle, Tenuta Enza La Fauci , Tenuta In Carrozza, Tenuta Mannino Di Plachi, Tenuta Montegorna , Tenute Bosco Vigne Dell’Etna, Tenute Lombardo, Terra Costantino, Terrazze Dell’Etna, Terre Di Giurfo, Terre Di Gratia, Theresa Eccher, Torre Mora, Travaglianti, Valcerasa, Valenti, Vini Gurrieri, Vini Murgo, Vini Rudinì e Vivera.

Fra i banchi d’assaggio spazio anche all’area food con Testa Conserve, Forno Biancuccia, Formaggi Graziano, Gianni Giardina, Bubalus, Premiati Oleifici Barbera, Pan Dittaino, Valle dell’Akrai, Neromonte, L’iska, Sal, Mien, Aruci, il Riso Tenuta San Massimo e Acqua Filette.

Durante la giornata “in rosa” non sono mancati momenti meno formali ma sempre proiettati verso la conoscenza e la comprensione, come il pranzo che ha coinvolto una giuria eterogenea tra tecnici e appassionati in una blinding tasting che ha prodotto una mini classifica delle novità più interessanti degustate con un podio formato da: Monterosso Wine con l’etichetta Volcano 18, Malopasso con un rosato di contrada Pietralunga e il rosato nuovissimo di Tenute Mannino de Plachi.

Valeria Lopis
Mamma ai tempi di whatsapp, sommelier e winelover appassionata, lettrice seriale, 100% made in Catania ma con tanta voglia di importare usi e costumi nord europei, a cominciare dal loro design, così dopo una bella laurea in scienze politiche e tante collaborazioni nel mondo della comunicazione, inizia il suo lavoro nel mondo del design come arredatrice d'interni presso un prestigioso show room catanese. Social quanto basta, orgogliosa proprietaria di un vespone dell'82, a bordo del quale il mondo è sempre un posto bellissimo, capta pensieri ed energie, come tutte le donne è geneticamente predisposta a fare circa 10 cose contemporaneamente, ogni giorno è un nuovo giorno ma la domenica è sempre troppo breve!

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