Colapesce cantautore moderno-antico torna nella sua Sicilia

Me lo aveva detto Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, che ci sarebbe stato incenzo nell’aria; perchè noi che la musica la amiamo, ma la amiamo veramente, quando andiamo ad un concerto ne abbiamo la visione sacrale e il momento dell’esibizione dell’artista è una sorta di rito.
Ora, però non accusatemi di blasfemia, altrimenti non saprò come dirvi che, sul palco, Colapesce si è presentato con il collare bianco, sotto la camicia nera, tipico dell’abbigliamento dei preti (idem la band che lo accompagnava). Il gioco è fatto, ricordando che il titolo del suo terzo, riuscitissimo album è “Infedele”. La religione, comunque, non c’entra davvero nulla, come spiega, ospite del “Salotto” di Radio Studio Centrale.
La verità, invece, è che per i bravi cantautori indie c’è una sorta di codice da rispettare, per non turbare l’animo degli “eletti” che li ascoltano.

A me sembra proprio che Colapesce di questo “codice” se ne sia abbondantemente fregato, perchè la musica in quanto tale non può ammettere limitazioni, etichettature sterili, tanto meno mono-temi (musicali, quanto concettuali), ecco perchè mi sono convinta che quel titolo, Infedele, appunto, sia una dichiarazione si, ma carica di ironia. Poi, si sa, l’arte è sempre interpretazione, ma, oggettivamente, il terzo lavoro del talentuoso cantautore siciliano appare proprio come quello della maturità.
Colapesce è un cantautore moderno-antico, ha una scrittura che indugia con grazia sulla lingua italiana, ammiccando, ma senza malizia alcuna, a quell’elettropop che funziona così tanto ma che, per lui, non è affatto una gabbia, ma solo uno dei punti di vista possibili sulla musica.

 

Antonella Insabella
Speaker o conduttrice radiofonica? Lei preferisce sicuramente la seconda opzione, per via di un appassionato amore per la Lingua Italiana. Forse per questo da bimba ogni sera apriva il vocabolario donato dall'amato Nonno Pippo per imparare una parola nuova? E a proposito, già da bimba aveva questa maledetta abitudine di addormentarsi con le cuffie e il walkman sempre acceso e, di certo, non ascoltava la musica dello Zecchino d'oro. Insomma, il sentiero era già tracciato: nel mondo della radio da 25 anni "appena", conduce, ma ancor prima cerca, idea, organizza e cura i rapporti con le case discografiche.

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