Vinitaly 2020 annullato.
E’ questa la decisione presa nel corso del cda straordinario, convocato per affrontare la situazione di emergenza che sta vivendo il paese.

“Per la prima volta nella propria storia, anche Vinitaly dovrà posticipare la sua 54ª edizione. Con essa sono rinviate anche le concomitanti Sol&Agrifood ed Enolitech. Le nuove date delle manifestazioni sono perciò riprogrammate al 18-21 aprile 2021, mentre Veronafiere concentrerà la seconda parte dell’anno 2020 al sostegno del business delle aziende italiane sui mercati” afferma il CDA.

Una decisione difficile accolta dai produttori che avevano già espresso nei giorni scorsi il loro parere in merito all’evento.
Un sondaggio portato avanti dal giornale di enogastronomia  Windsurf aveva già decretato il risultato.

Il 93 per cento dei produttori ha infatti affermato di essere contrario al Vinitaly a giugno.

Alla domanda “È favorevole allo spostamento di Vinitaly al mese di giugno 2020?” 345 persone, cioè quasi l’86,5% dei partecipanti al sondaggio ha risposto No. Percentuale che aumentava non di poco se si prendevano in considerazione solo i produttori, arrivando addirittura al 93%.

Adesso arriva la decisione ufficiale.

La decisione del riposizionamento di Vinitaly al 2021 è stata presa d’intesa con i rappresentanti delle associazioni di settore: Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, Sandro Boscaini, presidente di Federvini e Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza Cooperative.
 Veronafiere, in quanto organizzatore diretto delle proprie rassegne, a causa dell’epidemia di Coronavirus ha dovuto necessariamente riposizionare nel giro di due settimane un calendario di eventi che ne conta circa 70 in programma nel corso dell’anno tra Italia ed estero, alcuni fortemente radicati nella loro stagionalità.

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