La definizione di mixology nel dizionario è la capacità di mescolare varie bevande e ingredienti per creare cocktail, che sono sì composti dalla materia prima utilizzata, ma anche e soprattutto dalla mano che li assembla, che si distingue per tecnica, abilità e creatività.

La figura del barman, bartender se lavora a vista e si muove con capacità ed eleganza, assume un ruolo centrale perché non è più solo l’interprete di una ricetta, ma ferme restando le procedure e le proporzioni, è la sua expertise a fare la differenza.

Un tocco, che non è un dettaglio, la pensa così anche Domenico Cosentino, mixologist di riferimento nel panorama nazionale, catanese classe 1977, ha al suo attivo esperienze all’estero tra Argentina e Spagna, una formazione in continuo aggiornamento e un’attenzione per i dettagli fuori dal comune.

Non si può improvvisare, ci vuole un mentore che ti guidi da vicino e occorre mettersi in gioco anche da un punto di vista mentale: la voglia di approfondire continuamente, studiare e acquisire buoni livelli di competenza merceologica sono i pilastri sui quali lavorare” – spiega Domenico, concentrato e calmo, come ogni volta che ci incontriamo – “conta anche la resistenza ai ritmi sostenuti che spesso la ristorazione impone, dopo un po’ li vivi come una cosa normale, ma solo se c’è passione riesci ad affrontare un lavoro così impegnativo tanto a lungo da farne una professione”.

Nei primi anni ’90 avviene la folgorazione per Domenico: il film “Cocktail” con un giovanissimo Tom Cruise bello e vincente, perfettamente in linea con l’epoca, lo affascina al punto da fargli pensare che anche lui voleva fare quella vita e ad appena sedici anni comincia con le sue prime esperienze tra discoteche e bar della Catania nottambula del tempo.

 “All’inizio lavoravo un paio di volte a settimana nei locali, le serate erano una palestra per allenarmi, ma ciò che veramente mi ha dato la possibilità di crescere è stata la scuola: AIBES prima e Planet One poi, sono state le basi per imparare a usare le once e rispettare le misure – continua ancora Domenico con crescente determinazione – a queste sono seguite, e seguono tutt’oggi, numerose masterclass e non mi stanco mai di approfondire, forse è la mia curiosità che mi spinge a voler conoscere tutto ciò che mi circonda”.

Dal centro città alla riviera, con i ritmi frenetici di Taormina ed Acitrezza, Domenico continua negli anni a crescere professionalmente e un imprenditore geniale lo nota, è Andrea Graziano che lo coinvolge in Fud Off, un progetto di ispirazione speakeasy, dove si respira un’atmosfera intima e rilassata, e il cliente medio si avvicina ai cocktail con una sensibilità (e un’aspettativa) al di sopra degli standard.

Una prova superata con successo per il bartender catanese, che alla fine del progetto (concluso appena da un mese) è stato immediatamente chiamato a rafforzare il dream team di Frumento, la pizzeria di Acireale premiata da “50 Top Pizza” e dalla Guida del Gambero Rosso 2020.

Il format vincente di Frumento, completamente svincolato dall’idea tipica della pizzeria sotto casa, punta tantissimo su qualità e freschezza, regola seguita anche per la drink list come spiega Domenico “Abbiamo pensato a 14 signature cocktail per valorizzare i prodotti del territorio e seguire la stagionalità, utilizzando anche i distillati e i liquori locali che si fanno notare per un livello sempre più alto di bevibilità e piacevolezza, 14 drink che possono completare l’esperienza della pizza come aperitivo perfetto, oppure perchè no, essere l’abbinamento che non ti aspetti“.

La riscoperta della mixology ha permesso di ritrovare spazi all’interno della ristorazione sempre più ampi e qualificati per l’utenza dei cocktail, attraendo tanti giovani che nell’arte di usare shaker e mixer vedono anche un’opportunità lavorativa stimolante.

Mattia Cilia con la sua Mixology’s living room a Ragusa – dice Domenico segnalando chi e quali sono i riferimenti nello scenario locale – e Noi amiamo il buon bere di Peppe Cirrito a Palermo, sono due colleghi che stimo e che hanno deciso di condividere passione e competenze con chi si affaccia per la prima volta a questa attività e desidera muovere i primi passi in un ambito che è davvero immenso, in continua evoluzione“.

Professionalità in primo piano per chi ambisce all’altro lato del bancone ma per chi la mixology la affronta da bevitore si tratta anche di una disciplina piacevole e replicabile a casa con discreto successo, Domenico Cosentino ci regala una sua ricetta tutta da provare:

Basilico Sour (coppetta)


50 ml Gin London Dry
25 ml succo di limone,
2 cucchiaini rasi di zucchero
25 ml albume pastorizzato
6 foglie di basilico.
Mettere all’interno dello shaker dei cubetti di ghiaccio e tutti gli ingredienti, shakerare per qualche secondo, successivamente buttate il ghiaccio e shakerate per qualche altro secondo (questa tecnica si chiama dry shake) per far montare meglio l’albume, quindi versare il tutto in una coppetta ben ghiacciata e decorare con una foglia di basilico.

Valeria Lopis
Mamma ai tempi di whatsapp, sommelier e winelover appassionata, lettrice seriale, 100% made in Catania ma con tanta voglia di importare usi e costumi nord europei, a cominciare dal loro design, così dopo una bella laurea in scienze politiche e tante collaborazioni nel mondo della comunicazione, inizia il suo lavoro nel mondo del design come arredatrice d'interni presso un prestigioso show room catanese. Social quanto basta, orgogliosa proprietaria di un vespone dell'82, a bordo del quale il mondo è sempre un posto bellissimo, capta pensieri ed energie, come tutte le donne è geneticamente predisposta a fare circa 10 cose contemporaneamente, ogni giorno è un nuovo giorno ma la domenica è sempre troppo breve!

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