Calato il sipario sul Vinitaly vi proponiamo l’intervista fatta a chiusura di manifestazione al Presidente del Consorzio di tutela dei vini Etna Doc Antonio Benanti.

Antonio Benanti, Presidente Consorzio per tutela dei vini Etna Doc

Sono le 16,30 di giovedì 10 aprile, gli standisti cominciano a smontare. Addirittura in molti padiglioni è quasi tutto chiuso. Ci accingiamo a ritornare a casa passando a salutare gli amici dell’Etna. Anche Antonio Benanti, presidente del Consorzio di tutela dei vini Etna Doc ha finito l’ultimo appuntamento. Ne approfitto per intervistarlo.

In volto, come tutti gli altri espositori, la stanchezza di quattro giorni intensi, vissuti a pieno: incontri con importatori, giornalisti, masterclass e promozione della sua azienda – Benanti Viticoltori, che guida insieme al fratello gemello Salvino – e del consorzio da Presidente. Un doppia funzione vissuta da Antonio e da tutti gli altri membri del direttivo come volontariato – non percepiscono stipendio per le loro funzioni – forse il loro segno di riconoscenza verso una terra generosa a cui tanto i produttori di vino devono.

“A me è sembrata l’edizione migliore degli ultimi anni” così Antonio Benanti risponde alla richiesta di un bilancio sulla 53^ edizione del Vinitaly.

“Nonostante la maggiore affluenza, abbiamo riscontrato una qualità migliore degli ospiti e anche la sera a Verona maggiori servizi come i mezzi di traporto meglio organizzati e maggiore disponibilità dei locali e ristoranti in centro”.

Una città che sposa, vive e condivide un evento che rappresenta una grande risorsa anche economica oltre che di promozione territoriale.

Torniamo a casa nostra: come hai trovato la zona dedicata all’Etna Doc?

“Anche grazie a Seby Costanzo che ha fatto un ottimo lavoro, tutti sono molto contenti. Ho fatto un giro negli stand a chiedere per avere un bilancio e tutti sono molto soddisfatti”.

A partecipare solo una quarantina di aziende dell’Etna, meno di un terzo degli iscritti al consorzio rispetto alle presenti. Cosa ti senti di dire a chi non partecipa a questo evento?

“Io consiglio sempre di partecipare al Vinitaly. È vero, è un grande investimento, ma resta la più grande fiera italiana di settore. Io per esperienza personale posso dire che almeno i dueterzi della nostra base di distributori nasce con rapporti che si sono creati o si sono consolidati qui. Probabilmente ha senso fare anche l’abbinamento con il Proweine, ma il Vinitaly è una fiera da fare sempre”.

Reputi che sia una edizione riuscita meglio delle ultime?

“Anche parlando con altri espositori posso rispondere che sicuramente lo è stato. Rispetto agli anni scorsi è stata anche molto produttiva: noi non cercavamo più di due o tre nuovi importatori e se va bene usciamo forse con cinque o sei. Si conferma l’alta produttività di questa fiera”.

Spese le aziende valutano la partecipazione agli eventi sui risultati immediati. Pensi che sia un limite l’apertura ai non addetti ai lavori?

“È vero, non è dedicata solo agli addetti ai lavori ma è ben frequentata da loro oltre che da giornalisti di alto livello. Si ottengono risultati”.

Hai ritrovato una maggiore attenzione sull’Etna?

“Si, io per fortuna posso fare il confronto almeno con le ultime otto edizioni del Vinitaly perché dal 2012 vengo tutti gli anni e prima a spizzichi e bocconi ne avrò fatti un’altra decina. Devo dire che l’incremento è mostruoso, il fatto di essere poi in un’unica zona aiuta a trovare la cantina dell’Etna. L’area Etna è una scelta giustissima fatta l’anno scorso dal precedente presidente Mannino e confermata quest’anno”.

Rispetto al passato che novità hai trovato?

“Vedo che c’è una richiesta specifica di degustazione di vini di contrade, vedo che – generalizzando – c’è maggiore conoscenza delle varietà, non tanto ancora dei versanti. Sicuramente anno dopo anno c’è maggiore competenza, conoscenza e una costante curiosità. Mi dicono altri che hanno la possibilità di girare per tutto il Vinitaly, a differenza nostra che siamo bloccati negli stand, che effettivamente l’area Sicilia e l’area Etna in particolare sono state tra le più affollate di tutta la fiera”. 

Non possiamo che – come abbiamo raccontato – confermare l’attenzione verso la nostra terra e in particolare modo sull’Etna. Giorno 14 e 15 l’Etna si promuoverà a casa con “Contrade”, la XII edizione dell’evento organizzato da Franchetti.

“Giusto qualche ora di riposo e si, ci vediamo a Contrade”.

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