Sesso? Parliamone

Ma voi la ricordate Merope Generosa?
Se questo nome non vi dice nulla, a mio avviso dovreste recuperare, perché Merope, alias Anna Marchesini, era uno dei più riusciti ed esilaranti personaggi dell’indimenticabile attrice comica: una sessuologa dalla chioma fluente e la gestualità seducente, che, nel parlare di sesso, già vent’anni fa metteva in luce, con acume ed ironia, quanto l’argomento in Italia fosse ancora un tabù.
Dire che nel 2018 l’argomento in questione possa esserlo ancora può sembrare un controsenso, a giudicare dalla libertà di costumi che vige certamente nella società contemporanea.
Ma questa libertà di costumi è andata di pari passo con la consapevolezza della sessualità stessa? La risposta è negativa, non c’è dubbio.
 Di sesso si parla (parliamo) continuamente, ma lo si fa sempre a mezza bocca, con allusioni e battutine che non rendono di certo un servizio alla questione.
Eppure l’educazione sessuale dovrebbe essere fondativa di una società sana o semplicemente normale.

Dovrebbe, appunto, perché lo stato dell’arte, in Italia, è totalmente disallineato dagli altri paesi d’Europa, in cui l’educazione sessuale fa parte della quotidiana educazione tanto in famiglia, quanto a scuola.
Ne abbiamo parlato in “Salotto” con Gabriella Catania, che di educazione sessuale si occupa da tantissimi anni, con competenza, ma anche grande allegria, perché, diciamocelo, il sesso senza gioia è qualcosa di semplicemente aberrante (esiste, estiste…).
Gabriella è anche una mamma di due ragazze adolescenti, con le quali ha sempre affrontato l’argomento a viso aperto, come spiegherà , insieme ad altri contenuti, nei quattro incontri che ha organizzato all’interno di una libreria per ragazzi, incontri destinati proprio a tutti quei genitori che hanno voglia dii capire come, in maniera semplice, ma soprattutto, ribadiamo, “normale” si possa e si debba parlare di sesso in famiglia.

Antonella Insabella
Speaker o conduttrice radiofonica? Lei preferisce sicuramente la seconda opzione, per via di un appassionato amore per la Lingua Italiana. Forse per questo da bimba ogni sera apriva il vocabolario donato dall'amato Nonno Pippo per imparare una parola nuova? E a proposito, già da bimba aveva questa maledetta abitudine di addormentarsi con le cuffie e il walkman sempre acceso e, di certo, non ascoltava la musica dello Zecchino d'oro. Insomma, il sentiero era già tracciato: nel mondo della radio da 25 anni "appena", conduce, ma ancor prima cerca, idea, organizza e cura i rapporti con le case discografiche.

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