Pillola anticoncezionale, intervista alla dott.ssa Elisa Caruso

Elisa Caruso
Di Simona Scandura

Il suo primo ingresso in Italia è stato nel 1967, ma è diventata accessibile a tutte solo nel 1976 quando il Ministero della Sanità ha abrogato le norme che ne vietavano la vendita, eppure ancora oggi ci sono un sacco di dubbi su questo metodo contraccettivo.
Parliamo della pillola anticoncezionale, una possibile soluzione ad alcune esigenze specifiche della donna.


Sono tanti i dubbi soprattutto delle giovani donne sull’utilizzo della pillola.
In merito a questo tema abbiamo intervistato la dott.ssa Elisa Caruso specializzata nella prevenzione e nel trattamento, a tutti i livelli, della patologia ostetrica e ginecologica e nella diagnostica specialistica di base;
La dott.ssa Caruso, da più di 10 anni punto di riferimento di donne in cerca di ascolto, grazie al suo blog www.elisacaruso.it riesce a chiarire molti dubbi. Oggi risponde alle domande di Sudlook.

Dott.ssa Caruso, come funziona la pillola anticoncezionale? 

«La pillola è un farmaco contraccettivo ormonale che agisce grazie all’azione combinata di due ormoni: estrogeno e progestinico. Il suo meccanismo di azione comprende: il blocco dell’ovulazione, l’ispessimento del muco della cervice e l’assottigliamento della mucosa uterina».  

Funziona al 100%? 

«Se assunta in maniera corretta, ha una efficacia pari al 99%. Qualora la paziente dovesse dimenticare di assumerla per un giorno, la percentuale scende al 91%». 

È vero che la pillola fa ingrassare? 

«In passato, la ritenzione dei liquidi poteva portare ad un aumento di peso come effetto indesiderato. Oggi i dosaggi di estrogeni sono molto più bassi e le nuove tipologie di progestinici consentono di non provocare alterazioni di peso corporeo. Solo per una piccolissima percentuale di donne, l’assunzione della pillola può portare ad un aumento della ritenzione idrica ma comunque solo nei primi mesi di utilizzo». 

Che cosa bisogna fare se ci si dimentica la pillola?

«Dipende molto dalla settimana in cui la si dimentica. In generale se ci si dimentica di prendere la pillola una volta, è consigliabile assumerla appena possibile (anche se nello stesso giorno la si assume due volte). Se invece ci si dimentica di prenderla più volte allora è opportuno rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia. E se il caso lo richiede, è meglio assumere la contraccezione d’emergenza».

La pillola fa male e può provocare il cancro?

«In primis ciò che bisogna sempre ricordare è che la pillola contraccettiva (esattamente come altre terapie) è comunque un farmaco e come tale va assunto. Nel caso specifico però diversi studi internazionali (che richiedono ancora una validazione temporale) hanno attestato che la pillola, soprattutto quelle di ultima generazione, in realtà ha un effetto di prevenzione contro alcuni dei tumori femminili più diffusi, in particolare quello alle ovaie, all’endometrio ed al colon retto. Va detto altresì che studi basati su dosaggi ormonali ormai non più consigliati dimostravano un aumento del rischio di contrarre tumori al seno. La ricerca su questo campo è dunque ancora in corso ma l’assunzione della pillola deve comunque comprendere una valutazione generale dei rischi e dei benefici che va oltre la sola considerazione dell’eventuale rischio oncologico». 

La pillola incide sulla fertilità?

«Nella maggior parte dei casi, appena si sospende l’assunzione, si ha una ripresa regolare del ciclo mestruale. Dipende molto dalla durata della terapia ma di solito entro due o tre mesi tutto ritorna alla normalità. Nel caso di gravidanza immediate subito dopo aver sospeso la terapia, la ricerca ha dimostrato che non ci sono rischi per il feto». 

Notizie in merito 

Nel Sud Italia l’utilizzo della pillola come metodo contraccettivo non è ancora diffuso come dovrebbe essere. Al nord, infatti, la diffusione della contraccezione si attesta al 18%, al centro al 13% e al sud al 7,6%. Le scuse più addotte alla mancata contraccezione di solito sono: “non uso la pillola perché fa ingrassare”, “… perché c’è un calo del desiderio” o “perché tanto usiamo la tecnica del coito interrotto”.E quello che spesso si ignora rispetto al suo utilizzo è che può apportare dei benefici all’apparato ginecologico. Una maggiore diffusione di informazione soprattutto tra le ragazze in età adolescenziale è molto importante. 

La Società Italiana Contraccezione ha di recente diffuso un decalogo che sfata i dieci luoghi comuni che ruotano intorno all’utilizzo della pillola.

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