Lo chef Vittorio Caruso ottimo sparring partner dei vini di Murgo e di Barone di Villagrande

Di Francesco Chittari

La cena di ritorno e incontro dei vini di due storiche cantine etnee – Murgo e Barone di Villagrande – ha un grande vincitore: la convivialità. L’idea di cucina che declina la tradizione in modo innovativo interpretata dal giovane chef catanese Vittorio Caruso risulta essere una proposta molto apprezzata nel wineresort di Milo.

Davanti a due filosofie di produzione e interpretazione del territorio Etneo di cantine amiche, diventa impossibile nominare un vincitore: non era questo lo spirito delle due cene che hanno visto ospitare reciprocamente nelle proprie cantine Murgo e Barone di Villagrande. Affermare che è la cucina a vincere nella sua interezza, oltre che riconoscere le grandi capacità degli chef e del personale in sala, sancisce il legame indissolubile che un buon piatto ha con il giusto vino e viceversa. 

L’allievo di Accursio, protagonista in cucina della serata di ritorno, è riuscito a valorizzare il bello della tavola: ricette intriganti e piatti non banali accostati a vini abilmente selezionati.

Ad aprire la serata è l’insalatina di pesche, datterino, tuma, cetriolo, polvere di origano e mandorle che viene abbinata con il Moscato passito Tenuta San Michele 2017. Un scelta insolita quella di aprire con un vino passito, giustificata – oltre che dal piatto – dalla voglia di volersi ricongiungere alla prima serata.

Molto apprezzata dai commensali è stata la vellutata  di fagioli cosaruciaru con spezzatino di maiale cavolfiore, mandarino e santoreggia croccante a cui si è scelto di abbinare al calice il premiato Etna Bianco Contrada Villagrande 2017.

Di notevole interesse il pennone aglio e olio con caffe capperi menta e cialda abbinato all’Etna Bianco Tenuta San Michele 2018 della Cantina Murgo.

La declinazione internazionale dell’Etna passa sicuramente dal Pinot nero 2016 di Murgo e da Sciare 2017, un vino di famiglia della cantina Barone Villagrande non in commercio, ma riservato per gli ospiti; un blend di Merlot e Nerello Mascalese. Da un parte il Pinot nero, uno dei baroni della Borgogna che incontra il Merlot, barone di Bordeaux da poter abbinare al filetto di maiale marinato alla senape e rosmarino con crema di porcini e cipolla al vino, porcini Saltati e cicoria dello chef catenese.

La crema al limone melissa e cedro candito ha pulito il palato e dato spazio alla selezione di formaggi (luna piena, fiore sicano e tomino di capra in piastra con miele e pasta di peperoncino) accompagnata dall’ Extrabrut Rosè 2015 prodotto a Tenuta San Michele.

Tradizione, innovazione e interpretazione di un ricetta, di un territorio a confronto.

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