Io Dalì a Catania: non una mostra, ma un percorso, ecco perché

“Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso immenso piacere… quello di essere Salvador Dalì!‘”.
Se fosse nato nell’era dei Social, il Maestro Salvador Dali’ pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta, designer e sceneggiatore spagnolo, sarebbe stato un caso di studio e avrebbe avuto milioni di follower.


Detestava la stampa, ma la utilizzava consapevole dell’importanza dell’esposizione mediatica nell’Arte.
“Le mie opere grazie alla stampa valgono di più” affermava.
Un uomo complesso definito il più delle volte “auto-proclamatore di se stesso”.


E’ forse per questo che al Museo Civico Castello Ursino di Catania non è stata allestita solo una mostra, ma un percorso pieno di significati e di emozioni.

16 dipinti, 21 opere su carta, 24 video, 86 fotografie, 29 riviste. Forse si proverà la sensazione di aver visto poco, perché il mondo di Dalì è complesso e coinvolgente, ma le
opere e memorie- visibili fino al 17 febbraio- danno l’idea dell’artista in grado di creare il proprio personaggio, rendendo opera d’arte ogni gesto, anche privato.


Salvador Dali’ è stato uno dei più importanti artisti del XX secolo, considerato uno degli esponenti di punta del Surrealismo- il movimento artistico e letterario d’avanguardia- nato dopo la prima guerra mondiale.
E’ proprio in questo periodo che in contrapposizione con il dominio della ragione si afferma l’importanza dell’inconscio.


Nel percorso ricco di emozioni, costruito al Castello Ursino di Catania in occasione del trentennale della sua scomparsa, sono ben visibili le paure e le angosce che l’uomo vive, trasformate in modo critico attraverso immagini bizzarre.

Gli orologi molli come segno della memoria che perde consistenza e forza, gli anni che si sgretolano dietro di noi,
il suo rapporto con la scienza e la religione, il desiderio di immortalità e le sue muse ispiratrici.
Prima fra tutte sua moglie Gala ex moglie del suo più caro amico e poeta Paul Éluard e poi anche Amanda Lear che visse per molto tempo insieme a lui e a Gala.

Curiosità: Salvador Dalì ha collaborato con Alfred Hitchcock, lavorato con Walt Disney, disegnato gioielli e creato il logo dei lecca lecca chupa chups.

Come già ricordato c’è tempo per vedere la mostra fino al 17 febbraio, inoltre il 14 febbraio- per San Valentino- entrano in due e paga solo uno ( si presume il fidanzato).
Buona visita!

Simona Scandura
Una strana ossessione per la "mise en place", innamorata dei fiori, del caffè e di Bauman. Laureata in Giurisprudenza, docente di comunicazione politica istituzionale e sociologia della comunicazione. Iscritta all'albo dell'ordine dei giornalisti dal 2009 con un passato da cronista televisiva. Aspirante videomaker, Ha collaborato con diversi periodici regionali. Dal 2013 direttore della testata giornalistica d'inchiesta SUDPRESS. Oggi direttore di SUDLOOK!

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