Arte & Cultura

Il regista Alessandro Gagliardo al Festival del Cinema di Venezia insieme a Enrico Ghezzi

Un film intenso, emozionante, inatteso.
Il regista siciliano Alessandro Gagliardo arriva sugli schermi della Mostra di Venezia con “Gli ultimi giorni dell’umanità” un film di montaggio fuori concorso realizzato insieme a enrico ghezzi (la minuscola è d’obbligo per il il padre di Blob e di Fuori orario che si firma così da anni).


Gli ultimi giorni dell’umanità rappresenta un’opera unica in cui i registi offrono a chi è disposto a lasciarsi andare un’esperienza che coinvolge un’indescrivibile varietà significante di soluzioni di montaggio e di intersezione.

Un racconto (prodotto da Matango con Rai Cinema e Luce-Cinecittà) che comprende anche una dimensione intima, con le immagini famigliari, della moglie e la figlia di Ghezzi, Aura da neonata, bambina e adolescente, e poi da adulta, come voce di alcuni testi, che suonano sempre più attuali di Franz Kafka.

«Le mie memorie non c’erano di molti di quei momenti – spiega Aura Ghezzi in conferenza stampa, con il padre seduto in platea che alla sua entrata in sala è stato accolto da lunghi applausi -. E’ stato un film che comportato anche una ricerca nell’archivio. La prima cosa che abbiamo fatto con Alessandro e il babbo è stato rivedere tutto il materiale su di me. Alessandro aveva notato che c’ero dal giorno in cui sono nata, ma io non l’avevo mai visto. Poi abbiamo fatto un lavoro su Kafka; per il babbo era imprescindibile che ci fossero i suoi testi e Alessandro ha chiesto a me di leggerli, perché dopo avermi conosciuto, sapendo che faccio l’attrice, ha voluto che partecipassi anche in un altro modo». 
  

Il film è un viaggio, tra vita quotidiana e lavorativa, film, passando per autori e attori come Abel Ferrara, Aleksandr Sokurov, Bela Tarr, Straub&Huillet,, Koji Wakamatsu, Bernardo Bertolucci, Michel Houellebecq, Michael Pitt, Eva Green, Louis Garrel, Franco Battiato, Amir Naderi, David Lynch, John Malkovich.

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