Hotel Rome Cavalieri, cinquecento giudici provenienti da tutta Italia si sono dati appuntamento per l’Oscar del vino, evento organizzato da Bibenda, guida di vini, oli e ristoranti che fa capo a Fondazione Italiana Sommelier.

Cinque le aziende siciliane in nomination nelle dieci categorie che lo staff di Franco Maria Ricci ha selezionato per decretare gli “Oscar”. Tre le aziende etnee: Benanti con l’Etna Bianco Superiore Pietra Marina 2015 nella categoria “Miglior vino del miglior produttore”, Palmento Costanzo con l’Etna Rosso Contrada Santo Spirito 2015 nella categoria “Miglior vino emergente” e Pietradolce con Etna Rosato 2017 nella categoria “Miglior vino rosato”.

Un grande risultato per la Sicilia vitivinicola avere già in nomination vini in cinque delle categorie selezionati tra gli oltre duemila vini censiti in guida.

L’emozione più grande arriva quando i docenti presentano i vini e le aziende in gara.

Luciano Mallozzi apre dopo l’inno nazionale e il discorso di introduzione del Presidente Ricci presentando l’Extra Brut Almerita Contessa Franca 2011 dell’Azienda Tasca di Almerita, che in Contea di Sclafani produce questo spumante metodo classico dedicato alla Contessa Franca. “Non si può trattare la viticoltura siciliana senza parlare di Tasca” riconosce Mallozzi davanti la platea.

Tocca poi al primo vino da Oscar made in Etna premiato da Filippo Busato, l’Etna Rosato 2017 di Michele Faro che ritira – con grande emozione – il premio. L’ennesima prova che l’Etna è un territorio in grado di produrre tanti vini di successo oltre ai già tanto apprezzati Etna Bianco ed Etna Rosso.

Si ritorna in vittoria – dopo aver degustato la categoria “Miglior vino rosso” con  il Sassicaia 2016 di Tenuta San Guido, il Barbaresco Gallina riserva 2007 de La Spinetta e l’Amarone della Valpolicella Vigneto di Monte Lodoletta 2012 di Romano Dal Forno –  nella categoria “Miglior vino dolce” con il Syrah Vendemmia Tardiva Kaid 2017 di Alessandro di Camporeale.

Una vittoria mancata quella invece di Benanti, che lascia l’amaro in bocca ai siciliani presenti. “Oggi non abbiamo vinto ma è una grande soddisfazione essere stati inseriti tra i tre migliori produttori italiani di Bibenda” scrivono sulla pagina Facebook dell’azienda etnea dopo il verdetto seguito a una magistrale presentazione di Alessia Borrelli che ha ricordato come “parlare di Etna del vino vuol dire raccontare la storia dell’azienda Benanti che già nel 1988 iniziava a scommettere con il Cavaliere Giuseppe Benanti, padre di Antonio e Salvino, sul vino dell’Etna esportando in tutto il mondo uno dei territori maggiormente apprezzati dai Winelovers”.

Esultanza dei catanesi presenti quando Mimma Coppola dichiara Palmento Costanzo vincitore nella categoria “Vini emergenti” che attraverso la pagina Facebook aziendale dedicano la vittoria all’Etna: “ In questo momento, con il premio tra le mani, siamo sommersi da mille emozioni. Tutte ci portano verso l’Etna, questo territorio bellissimo e generoso, che ci regala questo nuovo importante traguardo con il nostro Etna Rosso Contrada Santo Spirito 2015”.

L’ultima categoria – unica non votata – decreta tre premiati e la possibilità di degustare dei grandi vini: Solaia 2016 di Antinori, Barbaresco Sorì San Lorenzo 2015 di Gaja e Tenuta di Trinoro 2015 dell’omonima azienda.

“Il grande successo dei vini siciliani all’Oscar del Vino è testimone dell’attenzione che a livello nazionale hanno raggiunto i nostri prodotti, con ben tre dei cinque vini in nomination a raggiungere il massimo traguardo. Attenzione per la qualità e la specificità di un terroir generoso e di tradizione secolare. Complimenti a Palmento Costanzo, Pietradolce e Alessandro Di Camporeale, vincitori dell’Oscar, e a Benanti e Tasca d’Almerita, che la vittoria l’hanno sfiorato seppur inseriti in categorie “impossibili”, con due vini la cui grandezza si esprimerà pienamente solo fra qualche anno. E grazie anche alla folta delegazione di sommelier isolani, che con passione e competenza sono stati anche loro giurati di qualità. Gli eventi di Fondazione tramettono sempre una energia e una emozione difficile da dimenticare” è la conclusione di Paolo Di Caro, presidente siciliano di Fondazione Italiana Sommelier.

Appuntamento agli Oscar del vino 2020 nella speranza di avere un siciliano in lizza per ogni categoria.

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