Il benvenuto ufficiale è arrivato la sera del 22 febbraio nelle sale di Villa Mirador a Zafferana Etnea dove la famiglia Costa ha accolto e festeggiato De Rerum Aetna l’ultimo vino nato con l’etichetta Oro d’Etna alla presenza di amici, winelover e rappresentanti del mondo vitivinicolo etneo come Antonio Benanti, presidente del Consorzio Etna DOC, Gina Russo, presidente delle Strade del Vino dell’Etna ed Elio Savoca del Movimento Turismo del Vino Sicilia.

Da sinistra verso destra: il neo Presidente del Consorzio Etna Doc Antonio Benanti, Domenico Costa produttore dell’etichetta Oro d’Etna e Gina Russo Presidente della Strada del Vino dell’Etna

La presentazione di Sebastiano Costa, il fondatore, ha toccato le corde più intime: la sua storia di emigrato e le non poche le difficoltà causate dalle intimidazioni della malavita e dal racket, e la voglia di fare nonostante tutto grazie alla passione che scorre nelle sue vene per la terra natia.

Oggi la famiglia Costa, unita come sempre, ha il pieno sostegno dei suoi dipendenti e dell’associazione antiestorsione ASAEC, un supporto che li aiuta a non sentirsi soli in una realtà a volte complicata.

Filippo Trovato, enologo di vigna, ha minuziosamente raccontato il restauro e il recupero del vigneto di soli 5 ettari fortemente vocato alla qualità. Una piccola vigna affacciata sul versante Est dell’Etna a circa 550 metri sul livello del mare, che produce uve autoctone con il prezioso contributo dell’enologo di cantina Leonardo La Corte.

Da sx: Domenico Costa, il fondatore di Oro d’Etna Sebastiano Costa e l’enologo di vigna Filippo Trovato

È Domenico Costa, figlio di Sebastiano a guidare la degustazione tecnica che precede la cena di gala: una dietro l’altra le 4 etichette vengono elegantemente accompagnate dai sommelier ais in forza al servizio.

Il De Rerum accanto alla linea classica: Rosso, rosato e bianco doc

Apre le danze nel bicchiere il Vena Aetna Bianco 2015, prodotto dai tradizionali Carricante e Cataratto e dall’inconsueta Minnella a bacca bianca (15%) che esalta in eleganti profumi di ginestra, frutta a polpa gialla, evolvendo in note terrose e pietre bagnate dal forte respiro minerale, che avvolgono il palato con un’inaspettata freschezza gustativa.

A seguire il Vena Aetna Rosato 2016, tutto da Nerello Mascalese, dal color corallo lucente e dall’intenso impatto olfattivo. Frutta estiva, petali di rosa e note di brezza marina che Domenico ricorda nelle sue passeggiate da bambino sulla battigia. Il sorso denota una struttura interessante e un finale lievemente tannico.

E’ il momento dei rossi: Vena Aetna rosso 2015 riempie i calici, un blend di Nerello Mascalese e il 10% di Nerello cappuccio che affinano in rovere e castagno per 6 mesi. Dal colore rubino luminoso, fine al naso e un gusto persistente che ricorda la frutta rossa matura, il foliage d’autunno, la liquirizia, e dimostra con i tannini la tenacia del territorio e una longevità tutta da scoprire.


Finalmente il momento piu atteso. Il drappo viola che ammanta il De Rerum viene sfilato da Domenico Costa, svelando il nuovo arrivato in tutti i suoi dettagli.

Il De Rerum nasce dalla parte più vecchia del vigneto di circa 87 anni, in prevalenza prefillosserico, tutto a Nerello Mascalese, dalla tipica coltura ad alberello sui terrazzamenti realizzati con muri a secco in pietra lavica.

Vinificato a bassa temperatura e per lungo tempo a contatto con le bucce, continua un affinamento sulle fecce fini per qualche mese e sosta per 18 mesi in una botte grande realizzata in castagno dell’Etna. Un legno di carattere per un vino con un gran carattere, in queste parole rivive il ricordo di nonno Nando che già ai suoi tempi vinificava sull’Etna.

Il colore rubino mostra contorni dai riflessi granati, la nota di testa è quella dei frutti scuri, seguono sentori di cacao e cuoio, tabacco, spezie e sul finire un pot pouri di petali di rose, ed un profumo unico noto agli etnei: la sciara e i suoi odori. Sorso avvolgente, tannino vellutato ed equilibrato da una freschezza che ne prevede una longevità importante. Grande la lunghezza sul finale.

Il voluto riferimento al celebre poema “De rerum natura” di Lucrezio sta proprio nel riferimento letterale del titolo. Un poema nel calice, l’interpretazione di Etna come cru di vigna.

Evocativo come il nome, ideato da Vincenzo Tommaseo la scelta grafica dell’etichetta è un’elaborazione del genio della fotografa Elisa Ottaviano, un vulcano fra ombre e luci che racchiude in un vortice tutta la sua essenza.

La cena di gala realizzata dallo Chef Marco Torrisi, è stata pensata su misura per i vini Oro d’Etna e si è conclusa con un dolce finale con torta e grappa Pura Aetna, il distillato delle vinacce di Nerello Mascalese.

Esattamente come il vulcano, la famiglia Costa è sempre in fermento, e il saluto finale è un arrivederci alla prima del futuro spumante metodo classico già in lavorazione in cantina.

Photo Credit: Oro d’Etna.

Valeria Lopis
Mamma ai tempi di whatsapp, winelover appassionata, lettrice seriale, 100% made in Catania ma con tanta voglia di importare usi e costumi nord europei, a cominciare dal loro design, così dopo una bella laurea in scienze politiche e tante collaborazioni nel mondo della comunicazione, inizia il suo lavoro nel mondo del design come arredatrice d'interni presso un prestigioso show room catanese. Social quanto basta, orgogliosa proprietaria di un vespone dell'82, a bordo del quale il mondo è sempre un posto bellissimo, capta pensieri ed energie, come tutte le donne è geneticamente predisposta a fare circa 10 cose contemporaneamente, ogni giorno è un nuovo giorno ma la domenica è sempre troppo breve!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here