Diodato arriva in Sicilia con una promessa già mantenuta

Antonio Diodato, classe 1981, noto come “Diodato” è la perfetta rappresentazione del cantautore, #secondome.

Si, secondo me, perchè ciascuno di noi alimenta, più o meno consapevolmente, il proprio immaginario sul concetto e , della mia visione del cantautore, Diodato è l’ideale personificazione: uno di quelli che non ama parlare; uno di quelli che, si sente, fa fatica a parlare, uno sforzo continuo alla ricerca delle parole giuste, con una serie di pause a scandire chissà quali riflessioni e una grande, grandissima umiltà.

Poi leggi i suoi testi e ti chiedi come sia possibile; parole oneste, dritte e anche coraggiosa. Poi lo senti cantare e ne vieni rapito. Poi lo guardi sul palco: è la stessa identica persona; è un’altra persona, sicuramente.

L’Artista si muove fluidamente nel proprio mondo acquatico, laddove le emozioni arrivano prima di un ragionamento, arrivano calde, arrivano piene.

Arrivano.

E arriveranno anche in Sicilia, finalmente oggi sabato 12 Maggio a Catania , una terra alla quale Antonio, pugliese, anzi, tarantino, è legato a doppio filo, per la sua fraterna amicizia con Roy Paci, che è anche una collaborazione artistica, non solo evidenziata dalla recente partecipazione al Festival di Sanremo, ma, soprattutto, da una storia longeva (ne avevamo parlato proprio su Sudlook qualche mese fa), che li vede fianco a fianco nell’organizzazione dell’1 Maggio di Taranto, un Evento, che, da qualche anno a questa parte, ha rischiato di “oscurare” il classico concertone di Piazza San Giovanni, non solo per una line-up accattivante, ma, principalmente, per il suo senso.

Un “senso” che, in questa amabile chiacchierata in “Salotto”, Diodato non ha perso l’occasione per sottolineare.

Nel frattempo, noi, lo aspettiamo già sotto il palco, perchè gli artisti come Diodato vanno “ascoltati” (con le orecchie e con il cuore).

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Antonella Insabella
Speaker o conduttrice radiofonica? Lei preferisce sicuramente la seconda opzione, per via di un appassionato amore per la Lingua Italiana. Forse per questo da bimba ogni sera apriva il vocabolario donato dall'amato Nonno Pippo per imparare una parola nuova? E a proposito, già da bimba aveva questa maledetta abitudine di addormentarsi con le cuffie e il walkman sempre acceso e, di certo, non ascoltava la musica dello Zecchino d'oro. Insomma, il sentiero era già tracciato: nel mondo della radio da 25 anni "appena", conduce, ma ancor prima cerca, idea, organizza e cura i rapporti con le case discografiche.