La storia che voglio raccontarvi è una testimonianza e la testimone sono proprio io che, oggi, ho la certezza di avere visto nascere e crescere un vero talento, ma, soprattutto, un talento Vero.

Credo proprio di avere assistito al momento esatto i cui i petali di questo tenero bocciolo si sono schiusi, più che al sole, sotto le luci del “606” , club londinese, quartiere Chelsea : la protagonista di questa storia si chiama Celeste.

Celeste è una giovane cantante siciliana, della provincia di Agrigento; ricordo esattamente cosa ho pensato di lei quando, due anni or sono, ho ascoltato la sua voce, ho scrutato i suoi occhi puliti, ho palpato nell’aria una forza ancora incosapevole e ci sono stata subito “dentro”.

Dentro a quel progetto, che ha portato Celeste ad un esordio discografico di qualità, con un album, “+ 18” , uscito giusto un anno fa.

E, proprio un anno fa, in una calda sera di Luglio, nella cornice raffinata ed evocativa del Palazzo della Cultura di Catania, ho provato il gusto di fare da madrina, sul palco, a questa giovane donna dalla voce di tanti colori, proprio come il suo album, che vuole essere un’esplorazione della e nella musica, quasi come se Celeste volesse, attraverso il suo diario musicale, dire a chi l’ascolta: “Amo la Musica tutta, ma non tutta la Musica. Seguo il flusso del pentagramma, ma non so ancora chi sono, voglio scoprirlo cantando, voglio scoprirlo insieme a voi…”.

Io non so se Celeste, nell’arco di questo anno, ha capito chi è e, in fondo, non basta una vita per individuare la nostra essenza, ciò di cui, invece, sono certa è ciò che ho visto sul quel palco: un’Artista, un’interprete totalmente calata nel suono delle note che echeggiano nell’aria, accompagnata da una band di musicisti internazionali, che hanno reso onore alla Musica, fra classici della musica Brasiliana, così intimamente vicina al gusto della nostra, e inediti tratti dal suo album d’esordio.

Non so se sono stata in grado di rendere il “senso” della mia testimonianza, di certo le emozioni “spiegate” vengono un po’ svuotate, forse, però, guardando questo video riassuntivo del concerto, riuscirete ad agguantarla qualche emozione e come direbbero a Londra… Enjoy!

Antonella Insabella
Speaker o conduttrice radiofonica? Lei preferisce sicuramente la seconda opzione, per via di un appassionato amore per la Lingua Italiana. Forse per questo da bimba ogni sera apriva il vocabolario donato dall'amato Nonno Pippo per imparare una parola nuova? E a proposito, già da bimba aveva questa maledetta abitudine di addormentarsi con le cuffie e il walkman sempre acceso e, di certo, non ascoltava la musica dello Zecchino d'oro. Insomma, il sentiero era già tracciato: nel mondo della radio da 25 anni "appena", conduce, ma ancor prima cerca, idea, organizza e cura i rapporti con le case discografiche.

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