Cani guida per ciechi all’Ardizzone Gioeni

“Quest’anno il Centro Hellen Keller, la scuola per cani guida dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, ha deciso di tenere la cerimonia di consegna dei cani guida e dei bastoni bianchi a Catania nella splendida cornice dell’Istituto Ardizzone Gioeni“.

Lo ha detto Linda Legname, presidente dell’Helen Keller, aggiungendo che l’istituto catanese per i ciechi “è stato e deve tornare a essere il simbolo della libertà e dell’autonomia di tutti i non vedenti“.

La manifestazione si svolgerà lunedì prossimo 13 luglio alle 16.30 nel cortile dell’Istituto e sarà preceduta da un importante momento di sensibilizzazione sulle problematiche della vita quotidiana dei non vedenti.

“Due graditissimi ospiti”, ha detto Linda Legname, ossia il direttore del quotidiano La Sicilia Antonello Piraneo e il magistrato Santino Mirabella, affronteranno, bendati, “un percorso al buio con un cane guida e poi ci racconteranno la loro esperienza“.

La novità dell’ultima ora riguarda l’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro Antonio Scavone  – che presenzierà alla manifestazione accanto al presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto e alle altre autorità, in testa il sindaco Salvo Pogliese – il quale ha voluto anche lui immedesimarsi nei non vedenti e ha deciso di affrontare il percorso al buio con il cane guida.

Linda Legname

Il Centro Helen Keller per l’addestramento dei cani guida è stato istituito dalla Regione Siciliana a Messina nel 2001 e, gestito dall’Uici, è Polo nazionale per l’autonomia e le pari opportunità delle Persone non vedenti e ipovedenti, che hanno potuto ricevere, gratuitamente, cani guida, bastoni bianchi e altri ausili e strumenti per l’autonomia personale.

La Scuola cani guida costituisce però soltanto il vertice di un sistema integrato di servizi, finalizzati all’autonomia e alla riabilitazione sociale dei non vedenti e ipovedenti di ogni età.

Helen Keller, scrittrice sordocieca notissima negli Usa e nel mondo, morì nel 1968 a 87 anni. La sua vita ispirò il libro da cui fu tratto l’omonimo sceneggiato televisivo Rai, “Anna dei Miracoli”. Sei anni prima un film dallo stesso titolo aveva vinto due Oscar

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