Via Santa Barbara, foto di Federica Di Chiara

Nell’aria delle strade del centro c’è ancora quel profumo di festa, l’odore della polvere da sparo che si mescola agli effluvi del torrone caldo, sono gli unici residui del passaggio della festa; le urla concitate dei devoti hanno lasciato spazio all’ordinario rumore urbano e di questa appena conclusa Sant’Agata 2020 archivieremo un ricordo composto, quasi ordinato, che ha visto prevalere la fede viscerale ed intima insieme alla priorità della sicurezza.

Una fede che attraversa la città e si esprime in mille manifestazioni dai risvolti culturali: l’immagine più bella che viene fuori dai 3 giorni di festa è quella delle Comunità Straniere che per l’occasione hanno offerto acqua a devoti e passanti, un gesto profondo, millenario, che ha unito le persone in un’unica solidale umanità al di sopra di ogni credo .

La postazione della Comunità cingalese in via Caronda. Foto via Facebook della pagina Inciviltà a Catania

Prezioso il contributo degli artisti che in un momento così intenso della città hanno generato ulteriore bellezza con un’installazione composta da 16 opere che omaggiano la Santa Patrona in via Santa Barbara, nel cuore del centro storico di Catania.

“LE VIE DI AGATA” è una mostra a cielo aperto organizzata da Acquedotte_Arte, Architettura, Aree Urbane con la direzione artistica di Vincenzo la Mendola che verrà smantellata e domenica 9 febbraio alle ore 11 sarà interamente venduta all’asta, gli arazzi e le icone d’autore concorreranno così con il loro ricavato alla riqualificazione di Porta Garibaldi.

Di seguito un video apparso sulla pagina di Acquedotte_Arte, Architettura, Aree Urbane che mostra le opere che hanno reinterpretato il rapporto intenso tra la Santa e il suo popolo.


L’associazione che lavora incessantemente per tutelare Porta Garibaldi e riportarla allo splendore che il monumento merita, racconterà attraverso la propria pagina facebook (che vi consigliamo di seguire) l’ispirazione degli artisti e una breve bio degli autori, per conoscere i promotori di questa valorizzazione urbana.

L’evento organizzato in collaborazione con Treviehandmade e il patrocinio del Comune di Catania.

Di seguito i primi 5 profili ed opere svelate dalla pagina:

1️⃣ Gabriella Accardo – “Sweet Santa”
Ha studiato Arti Visive tra Catania e Venezia ha collaborato come assistente alla fotografia con Domingo Milella. Negli ultimi anni si è dedicata a progetti di installazioni pubbliche e Street Art. Attualmente vive a Catania e insegna Disegno e Storia dell’Arte.

“Sweet Santa” è un’interpretazione coloratissima della Santa in chiave pop che si addice al suo connotato estremamente Popular… La rappresentazione della Santa è scevra da qualsiasi tratto fisiognomico, riconoscerla è assolutamente possibile, troviamo infatti tutti i suoi simboli. La vediamo fluttuante nella sua vara stilizzata in semplici drappi pendenti dal baldacchino, mentre al centro del suo busto, campeggiano le uniche note di bianco candido rappresentate dalle cassatelle siciliane che per i catanesi prendono il nome di “minnuzze” (in onore di Sant’Agata per l’appunto). Lo sfondo è invece tempestato di gioielli e pietre preziose che incorniciano la sua figura, simbolo della devozione dei devoti.

2️⃣ Giuliano Cardella – “Senza Titolo”

Giuliano Cardella vive ed opera tra Brescia e Catania. Diplomato in Arti Applicate presso l’Istituto d’Arte di Castelmassa (RO), ha al suo attivo numerose Mostre personali e collettive, nonché riconoscimenti ufficiali in ambito nazionale. Numerose Opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Alcune sono in esposizione permanente presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Fletcher Art Gallery” a Nottingham (UK) e presso la Galleria “Spazio Noto” a Noto (SR).
Alcune Opere sono state selezionate ed esposte presso la Royal Academy of Art di Londra nell’ambito di due edizioni della Summer Exhibition e, sempre a Londra, presso la Saatchi Gallery di Chelsea.

“Senza Titolo” è un telo caratterizzato dal Segno e dalla Parola, tipici elementi del suo linguaggio artistico. È principalmente il segno a veicolare il messaggio caro all’Artista attraverso la rappresentazione stilizzata di una caratteristica “Minna” al centro della quale spicca una sbavatura rosso sangue. Il ricordo del martirio di Agata si fonde quindi idealmente con il sempre attualissimo tema della violenza e della sopraffazione nei confronti delle donne. L’Opera di Cardella è dunque allo stesso tempo monito e testimone di una dolorosa realtà a volte conosciuta (come nel caso di Agata), ma troppo spesso celata da un velo di vergogna ed omertà.

3️⃣ Alessandro Famà – “Contemplation of Agate”
Ha frequentato gli studi presso l’istituto d’Arte di Catania, a seguire l’Accademia di belle Arti, dove non concluse il percorso di studi nonostante l’interruzione universitaria prosegue la sua ricerca artistica da autodidatta, presso la sua sede abitativa nei pressi di piazza Palestro Catania

“Contemplation of Agate”. L’iconografia tradizionale, rappresenta quasi sempre, Sant’Agata nel drammatico e violento momento del martirio, con i suoi attributi specifici: le tenaglie e le mammelle recise poste su di un piatto. Questa è una visione più intima della sofferenza, dove, pur se non esplicita, traspare dal gesto di contenere in se l’oggetto del martirio e la sofferenza stessa.

4️⃣ Sonja Streck – “Trinità”
Nata vicino Stoccarda. Da sempre amante dell’arte fin da giovane inizio a frequentare diversi corsi di decorazione e pittura. Fashion designer per diverse compagnie svizzere – Gallerista e direttrice per arte contemporanea in Basilea Chelsea Gallery. Vive e lavora a Zurigo ma è diventata catanese nel cuore.

“Trinità”: E’ nata ispirandosi all’arte e ai colori folcloristici di Sicilia, mettendo in evidenza i passi del martirio, il fuoco e il carbone, le mammelle e le pinze dopo il martirio, la corona della Santità.

5️⃣ Antonella Verzera – “Aitho Agata”
Antonella Verzera è nata e vive a Messina. Interior design, ha al suo attivo diverse morse personali di pittura e di design (Parigi, Roma, Taormina, Messina, Helsinki).
Nel 1986 ha partecipato al Salon des Arts Décoratifs al Grand Palais di Parigi, presentando un paravento e un servomuto, parte di un suo progetto sui Miti Siciliani.

“Aitho Agata”. La sua Agata nasce dall’Etna e il suo velo diventa sangue e il suo sangue diventa lava.
Agata per lei è inizio e fine, dramma e forza, per tutte le donne e per Catania.

Nei prossimi giorni sarà possibile saperne di più delle opere di Amennula, Enrica Carnazza, Daniela Censabella, Crizzo, Giuseppe Lisciotto con Ester Rizzelli, Margheri Teddi, Ljubiza Mezzatesta, Ramona Mirabella, Fulvia Morganti, Carla Siracusano e Giuseppe Stissi.

Valeria Lopis
Mamma ai tempi di whatsapp, sommelier e winelover appassionata, lettrice seriale, 100% made in Catania ma con tanta voglia di importare usi e costumi nord europei, a cominciare dal loro design, così dopo una bella laurea in scienze politiche e tante collaborazioni nel mondo della comunicazione, inizia il suo lavoro nel mondo del design come arredatrice d'interni presso un prestigioso show room catanese. Social quanto basta, orgogliosa proprietaria di un vespone dell'82, a bordo del quale il mondo è sempre un posto bellissimo, capta pensieri ed energie, come tutte le donne è geneticamente predisposta a fare circa 10 cose contemporaneamente, ogni giorno è un nuovo giorno ma la domenica è sempre troppo breve!

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