Rula Jebreal a Catania: “La parità di genere è una battaglia di umanità per il nostro Paese”

Di Simona Scandura

Ottimista e fiduciosa con un messaggio profondo rivolto a tutti i giovani presenti.
La giornalista e scrittrice Rula Jebreal arriva a Catania, ospite dell’appuntamento organizzato da Taobuk e dall’Università di Catania nell’Auditorium del Monastero dei Benedettini riaperto al pubblico dopo un anno e mezzo.

«La storia si può fare, il cambiamento può avvenire»


«Mi auguro che presto torneremo a parlare di altri temi, ma la discriminazione delle donne è una questione urgente, fondamentale, che va approfondita e risolta ora, non fra cent’anni. La parità di genere è una battaglia di umanità per il nostro Paese che riguarda tutti». 



In occasione della presentazione del suo ultimo libro “Il cambiamento che meritiamo – Come le donne stanno tracciando la strada verso il futuro”, Rula Jebreal tocca diversi temi insieme alla giornalista e scrittrice Rosa Maria Di Natale che definisce questo libro “strumento”, un libro ricco che racconta alcuni passaggi importanti della storia guardando all’America, all’Europa e all’Italia, un libro pieno di rabbia costruttiva.


«Perché arrabbiarsi è giusto- afferma la giornalista italo-israeliana di origine palestinese e aggiunge- lottare per le proprie idee e contro le discriminazioni è giusto, anche e soprattutto quando un Governo decide di costituire una Task Force estromettendo le donne, questa rappresenta una discriminazione verso la nostra democrazia»·



La libertà è una lotta costante e non bisogna mai arrendersi.

Una lotta che inizia con la parità di genere, ma che riguarda tutti gli aspetti della vita. Bisogna lottare per un mondo più giusto, più democratico.
«Mi sono vergognata tanti anni della storia di mia madre, stuprata da giovanissima, scappavo dalla mia storia.
Ho trovato il coraggio di parlarne quando ho raccontato quella di altre donne, donne invisibili che hanno subito una violenza simile. Il trauma ti soffoca, la vera violenza si tramanda per generazioni. Quando sono andata a Sanremo ho capito che dovevo parlare di questo tema perché i numeri sono drammatici, ogni 72 ore una donna viene stuprata e uccisa. Dobbiamo raccontare le verità scomode. Le parole sono il mio strumento per esprimere ciò che penso».

Una lunga chiacchierata che ha toccato svariati temi: dal patriarcato al mansplaining, dalla rivolta straordinaria che ha coinvolto 3 milioni di donne, scese in piazza il giorno dopo l’elezione di Donald Trump per dire no alle discriminazioni, alla storia di George Floyd, diventata il simbolo del razzismo, alle violenze verbali come quelle che hanno coinvolto Laura Boldrini e Liliana Segre.
A concludere il dibattito è stata la direttrice artistica, ideatrice e Presidente di Taobuk, Antonella Ferrara che per l’occasione ha conferito un premio all’impegno civile a Rula Jebreal, icona della lotta contro la discriminazione di genere e in difesa dei più deboli e degli oppressi.

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