Anche la moda diventa etica, attua politiche di responsabilità sociale e dimostra di rispettare il cambiamento nel mondo.
Gucci
dice stop alle pellicce determinando una svolta epocale nel mondo del lusso.
A partire dalla collezione primavera-estate 2018, non ci sarà più traccia di pellicce animali. Nessun animale coltivato o allevato finirà più nel guardaroba dei Gucci addicted.  Gucci aderisce a “Fur Free Alliance”, un’organizzazione che ha lo scopo di fermare lo sfruttamento e l’uccisione degli animali per utilizzarne la pelliccia nel settore dell’abbigliamento.
“Le pellicce sono obsolete e fuori moda” afferma Marco Bizzarri amministratore delegato di Gucci. E come dargli torto!

Alessandro MicheleDopo la chiusura nel primo semestre del 2017 con ricavi in aumento del 43%, Gucci e il suo direttore creativo Alessandro Michele (nella foto) annunciano un vero e proprio cambio di passo. La scorsa notte Gucci ha festeggiato il lancio di Gucci Bloom, il primo profumo di Alessandro Michele ad una festa privata presso la villa sunke di Shanghai.
L’edificio storico con un tradizionale cortile cinese è stato trasformato per la sera in un fiorente giardino adornato di lanterne e di una soffice luce rosa e adesso si lavora a pieno regime per trasformare il Museo Gucci di Piazza della Signoria a Firenze in un nuovo modello creativo completamente rinnovato.

Il museo, visitato da SudLook qualche giorno prima della sua chiusura, si trova a Palazzo della Mercanzia, uno storico edificio costruito nel 1308 centro d’affari di commercianti di tessuti, produttori di lana e tessitori della seta.

Dentro ospita anche un Caffè con zuccheri personalizzati con il logo Gucci, un book store gestito in collaborazione con Rizzoli con una selezione accurata di opere d’epoca e contemporanee, un social space con rete wireless e un Icon Store in cui acquistare le linee esclusive di accessori in edizione limitata appositamente create per il Gucci Museo con una serie di icone molto amate come la New Jackie, la New Bamboo, la Stirrup o i foulard Flora di Gucci.
Ma è salendo al piano superiore che si rimane folgorati dal mondo di Guccio Gucci che dal 1921 mescola tradizione manifatturiera e alta moda. E così scopriamo articoli da viaggio, articoli per la casa, abiti, accessori, set da pic-nic, porta -thermos, lampade da tavolo, set di bicchieri e tazze da the che negli anni hanno riempito le case degli appassionati del marchio.

Dall’oggettistica si passa ai meravigliosi tessuti con creazioni di abiti da sera dedicati al red carpet e agli eventi più esclusivi della scena internazionale, da Cannes a Los Angeles, da New York a Parigi per esaltare il fascino e la bellezza delle star. All’interno del magico museo, che a breve verrà completamente trasformato dal nuovo direttore creativo Alessandro Michele, è possibile fare un viaggio nel tempo e nella storia di un marchio che rappresenta il Made in Italy a livello internazionale. Vi mostriamo alcune immagini per una piccola visita “virtuale” nel mondo Gucci e a breve vi porteremo nel nuovo concept interamente rinnovato che potrebbe non portare più il nome di museo.

Le immagini non rendono giustizia a questo luogo che incontra storia e moda e che presto verrà reso ancora più bello. Alcuni giornalisti gastronomici fiorentini, ipotizzano anche una nuova scelta da parte della maison di moda che includerebbe questa volta un ristorante con a capo un nome molto importante della cucina italiana. Si tratterebbe di Massimo Bottura, patron dell’osteria Francescana di Modena, al 2 posto mondiale per la classifica the World’s 50 best Restaurant! Non ci resta che attendere il nuovo progetto verrà aperto al pubblico tra dicembre 2017 e gennaio 2018.

CONDIVIDI
Simona Scandura
Una strana ossessione per la "mise en place", innamorata dei fiori, del caffè e di Bauman. Laureata in Giurisprudenza, docente di comunicazione politica istituzionale e sociologia della comunicazione. Iscritta all'albo dell'ordine dei giornalisti dal 2009 con un passato da cronista televisiva. Aspirante videomaker, Ha collaborato con diversi periodici regionali. Dal 2013 è direttore della testata giornalistica d'inchiesta SUDPRESS.