A scuola c’era sempre qualcuno che usciva dai bordi. Mentre tutti coloravano dentro le linee, c’era chi le attraversava. E, senza chiedere il permesso, tirava fuori qualcosa di più interessante. Andrea Graziano è sempre stato uno di quelli.
Nel 2012, con Fud Bottega Sicula, ha introdotto in Sicilia un’idea allora inedita, uno street food identitario costruito su materie prime locali e su una visione precisa panini made in Sicily nati in un un sistema coerente di idee, prodotto e comunicazione.
Al centro, gli ingredienti del territorio, scelti per dare voce ai piccoli produttori, spesso destinati a diventare parte integrante di un percorso condiviso.
Carne di cavallo, asino, suino nero dei Nebrodi, melanzane, salumi e formaggi siciliani, sapori intensi, riconoscibili, che nel tempo si sono fatti racconto.
Insieme a Fud nasce anche il “Fuddish”, una lingua ibrida e ironica in cui l’inglese si piega al siciliano, diventando cifra stilistica e segno distintivo. Un codice comunicativo che rafforza l’identità del brand e lo rende immediatamente riconoscibile.

Oggi Andrea Graziano torna a muoversi lungo i bordi del disegno, spingendosi oltre senza mai perdere equilibrio, e sceglie la pizza. Un cambio di rotta che non segna una rottura, ma si inserisce con coerenza in un percorso già tracciato, ampliandone il raggio d’azione.
La nuova pizza di Fud Bottega Sicula, da oggi nei menu di Catania e Palermo, sfugge a ogni classificazione: niente napoletana, romana o contemporanea. Si avvicina piuttosto a una memoria siciliana, sottile, leggera, croccante. L’impasto, con oltre trenta ore di maturazione, è altamente digeribile e nasce da un blend di tre farine selezionate.
Viene steso sottile, con il bordo schiacciato che in cottura prende una leggera brunitura.
Il risultato è una pizza asciutta e fragrante, costruita per valorizzare ogni ingrediente con equilibrio, mantenendo una consistenza croccante e friabile, ma allo stesso tempo morbida.
Alla base, una ricerca accurata sulle farine sviluppata in collaborazione con Molino Quaglia. Il blend Petra unisce tre farine macinate a pietra e a cilindro, lavorate con il sistema brevettato Augmented Stone Milling, che prevede passaggi singoli nelle macine per preservare le caratteristiche reologiche dei grani.
«Negli ultimi dieci anni il mondo della pizza ha vissuto un’evoluzione che ha portato anche a una certa saturazione, con un appiattimento della proposta e della comunicazione», spiega. «Dopo il ritorno della napoletana e il successo delle pizze romane e contemporanee, si è arrivati a una gourmetizzazione esasperata. La nostra idea è tornare a un sapore autentico, semplice, ma con una grande attenzione tecnica».
Dietro quella che lui stesso definisce con leggerezza “una variante delle pizze in circolazione” si nasconde in realtà un lavoro meticoloso. La calibrazione delle temperature, i passaggi di cottura, il controllo dell’umidità: ogni dettaglio è studiato con precisione quasi scientifica.
Il nuovo capitolo della pizza di Fud segna anche l’inizio di nuove partnership come quella con Antonio D’Agostino di D’Agò – Eccelsi cibi, nella selezione delle materie prime. Confermati anche in questa nuova avventura i produttori storici di Fud conosciuti per le loro eccellenze: Bubalus per la mozzarella di bufala e il Cosacavaddu ibleo, Bastiano Agostino Ninone per la coppa e il prosciutto crudo di suino nero dei Nebrodi 36 mesi, Sandra Invidiata per la provola delle Madonie, Antonino Caravaglio e l’azienda agricola La Nicchia per i capperi, Terre D’Aromi per le erbe e Frantoi Cutrera per l’olio extravergine d’oliva.

Nessuna etichetta, nessuna forzatura estetica. Gli ingredienti restano leggibili, in equilibrio tra loro, senza sovrapposizioni. Più che inseguire le tendenze, questa pizza sembra avvicinarsi a una memoria: quella di un gusto pulito, riconoscibile, semplice.
È una pizza da assaggiare. Anche solo per capire dove può arrivare un’idea quando continua a evolversi.
Perché, in fondo, non si tratta di essere perfetti. Ma di essere unici. E l’unicità, quando è autentica, si riconosce subito. Anche questa volta.