Come arredare i balconi? Intervista all’architetto Maria Vittoria Capodicasa

In questi giorni di lockdown la casa diventa rifugio. 
Creare una giusta atmosfera, rendere gli spazi più confortevoli rappresenta un modo per prendersi cura di se stessi e della propria famiglia. Ecco perchè mettere insieme natura e architettura diventa un tema sempre più centrale per vivere bene. 
Arredare un balcone, anche piccolo, può regalarci una via di evasione nel periodo di quarantena. Ma serve creatività progettuale.

Allora come fare?

Lo abbiamo chiesto all’architetto Maria Vittoria Capodicasa responsabile di Mida Home lo Show-room – galleria d’arte di 1400 mq situato in via Aldo Moro a Misterbianco.

«Per rendere un ambiente confortevole non importa la quadratura- afferma l’architetto Capodicasa- anche solo un piccolo balcone può diventare un grande spazio per godersi alcuni piacevoli momenti all’aria aperta. In che modo? Sfruttando i giusti elementi decorativi e funzionali, abbinando ad essi colori e stili, in modo da ottenere un angolo dove poter gustare un buon vino, leggere un bel libro o prendere il sole, ma anche passare dei momenti di relax soli con se stessi o in compagnia».

Architetto quanto è importante un’area green nella propria abitazione?

«Ad esempio, io abito al nono piano di un palazzo al centro della città ed affacciandomi vedo al più tristi balconi e solitarie terrazze ed invece basta poco per dare carattere a un ambiente, pensando lo spazio all’aperto come parte integrante della casa: vasi di design con piante dal gusto esotico, vari punti di colore, sedie, un tavolino e sotto a questi un tappeto da esterno colorato, quel poco che basta per dare la sensazione anche visiva di completezza».


 Per portare un po’ di verde in casa da dove bisognerebbe iniziare?

«Conosciamo tutti gli aspetti benefici delle piante, ma nonostante spesso decidiamo di metterle solo all’esterno, quando invece all’interno possono dare carattere alla casa, con particolari effetti benefici rispetto a dove vengono posizionate. Infatti, le orchidee, rilasciano l’ossigeno durante la notte e per questo consigliabili per le stanze da letto; altre specie rilasciano vapore acqueo prevendo allergie e mali di stagione e facilitano la respirazione; inoltre ricerche scientifiche sostengono che  le piante possono eliminare in grande percentuale le sostanze inquinanti come formaldeide, benzene ed altro, comunemente rilasciate negli ambienti da mobili, vernici e suppellettili, e ancora possono abbassare i livelli di rumore all’interno delle abitazioni. Quindi il verde è tra gli elementi essenziali nella scelta dell’arredamento di una casa».


Solitamente l’ambiente esterno è accessorio, come possiamo farlo diventare protagonista del nostro appartamento? 

«L’importante è non pensare che i nostri balconi siano un posto dove accatastare oggetti: deve essere uno spazio pensato e realizzato per accogliere ospiti o per trascorrere ore in dolce relax, nell’uno e nell’altro caso diventano fondamentali una panca cuscinata o una comoda sdraio, una bella apertura che mette in comunicazione la parte interna con l’esterno, quinte che riparano da occhi indiscreti o dal vento, abbellite da vasi anche con piante aromatiche e pareti colorate realizzate con piante rampicanti (edera,gelsomino) che si inerpicano su graticci».

Per un clima mediterraneo come quello siciliano che piante bisognerebbe scegliere e che tipo di arredamento. 

«Quali piante potrei immaginare sui nostri balconi se non quelle ricche di colore e profumi! Chiaramente parlo dei nostri agrumi – limoni, arance, mandarini, pompelmi – e dedicare uno spazio ad un piccolo orto, in cui grandi e piccoli possano insieme coltivare fragole, pomodori, basilico, menta e salvia abbinate a piante come lavanda e gerani che tengono lontani gli insetti più fastidiosi (le zanzare). Si deve dare vita allo spazio esterno, con stimoli costanti e far rientrare la sua cura nella nostra quotidianità, completando il tutto con pouf colorati, piccoli tavolini da the e qualche lampada ricaricabile, oggi sempre più una proposta versatile e comoda da portare con se e poggiare in qualsiasi punto della casa».  

Quali colori prediligere? Bisognerebbe rimanere in linea con lo stile dell’arredamento interno o è possibile osare? 

«E’ importante mantenere il proprio stile per dare la sensazione che lo spazio esterno non sia un elemento fine a se stesso, bensì che riesca a dialogare con l’interno. Però, in un ordine definito, osare e mettere un oggetto, piuttosto che un colore differente che scardina i canoni del linguaggio dell’insieme, certe volte, dà quello slancio e quella personalità allo spazio».

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Il famoso racconto per bambini The Secret Garden della scrittrice Frances Hodgson Burnett, ci ricorda una metafora importante in questi giorni difficili da affrontare anche con i propri bambini rimasti a casa e privati dei loro spazi vitali.
Il romanzo narra le avventure di due bambini che si adoperano per far rifiorire un giardino nascosto da un alto muro nella tenuta del padre di uno dei due protagonisti (Colin) e da lui dimenticato dopo la morte della moglie, avvenuta proprio in quel luogo. 
Ecco che qui il  giardino diventa metafora: esso non va inteso solamente come un luogo fisico, ma anche come luogo dell’anima, da coltivare e far rifiorire in seguito a una situazione problematica.

Realizzare un piccolo spazio verde in terrazza o in balcone potrebbe aiutare i più piccoli a vivere meglio questi giorni complicati? 
«Un episodio divertente che alcuni giorni fa mi è capitato di vedere affacciandomi verso una distesa di palazzi e case costituite da tanti singoli balconi più o meno curati in cui si svolge la singola quotidianità di ogni famiglia, è quella di un piccolo ometto che con il suo triciclo usciva da un punto di un balcone per poi rientrare da un’altra parte creando un suo percorso di gioco.
Fino a oggi si è pensato alla casa come un rifugio per dormire, ma più che mai in questi giorni di costrizione forzata, non si può far a meno di pensare che i bimbi, più di noi, devono sfogare la loro energia e la loro creatività, non per strada, in una ludoteca o nei centri commerciali, bensì a casa ed è per questo che una terrazza piuttosto che un balcone, anche se di piccole dimensioni, deve diventare il naturale sfogo per i più piccoli. 
Dunque si potrebbe anche pensare di attrezzare, anche con poco, lo spazio disponibile con un terraio in cui piantare dei semi che man mano germogliano facendo assaporare la magnificenza della natura, con dei prati sintetici, oggi in commercio sicuri e altamente realistici, sia al tatto sia alla vista, su cui i piccoli possono coltivare la loro attività di svago, con piccole sabbiere o con mini piscine da terrazzo o balcone, che, proprio nella bella stagione, potrebbero essere un modo per trascorrere dei momenti divertenti per grandi e piccini».


Biografia Maria Vittoria Capodicasa

Nasce a Catania nel Febbraio del 1969 dove Vive fino alla sua adolescenza.
Fin da piccola ha manifestato interesse e spiccate doti artistiche tanto che, dopo le scuole dell’obbligo ha seguito le sue propensioni artistiche iscrivendosi presso l’Istituto d’Arte di Catania con indirizzo Architettura ed Arredamento. 
Si trasferisce a Palermo a 16 anni e conclude la maturità d’Arte Applicata, proseguendo il suo percorso formativo presso la Facoltà di Architettura.
Si laurea in Architettura e si abilita all’esercizio della Professione a Palermo, dove comincia ad esercitare collaborando ad alcuni progetti di nuclei scolastici primari e secondari presso uno Studio di Ingegneria (Ing. Michele Bacino).

Trasferitasi a Catania collabora presso lo Studio dell’Arch. Alfio Torrisi approfondendo il tema dell’abitazione privata nell’ambito territoriale e paesaggistico. 
Questa sarà un’esperienza preziosa per l’apprendimento e l’esercizio della Professione, che la porterà a lavorare in proprio sviluppando progetti per privati, curando tutta l’attività progettuale, dall’esame della pianificazione urbana (P.I.I., P.R.U., P.L) di aree su vasta scala, fino alle successive fasi di Progettazione Preliminare, definizione della relative Pratiche presso gli Enti competenti per ottenere autorizzazioni a costruire (Progetto Definitivo), fino alla stesura del Progetto Esecutivo e successiva direzione della realizzazione.
Nel 2012 inizia una collaborazione continuata e costante come Responsabile Tecnico dell’impresa “ MIDA Enterprise”, impresa di costruzioni tradizionali che, essendo specializzata nelle costruzioni alternative “a secco”, le consente di approfondire alcuni temi tra cui il recupero energetico, l’isolamento acustico e la protezione antincendio, che diventano i temi preponderanti nella realizzazione dei suoi progetti.

Successivamente, entra a far parte di un nuovo progetto all’interno della Mida, ovvero la “MIDA General Contractor”, perseguendo l’obiettivo di offrire soluzioni “chiavi in mano”, impegnandosi nella realizzazione di interi manufatti e nella ristrutturazione di fabbricati esistenti fino alla consulenza dell’Interior Designer. Nel 2018 inizia una nuova avventura nella quale è tuttora impegnata: sposa la nuova “vision” dei due giovani imprenditori, titolari della “MIDA”, che, alla ricerca di nuova linfa per una crescita all’interno di un contesto sociale ormai diventato “statico”, trasformano la società da “monotematica” a “pluritematica” –  un nuovo progetto (sogno) espresso  in “MidaHome”, che crea un connubio tra professionalità, esperienza e proposte di prodotti di alta qualità e bellezza, che spaziano a 360° dai sistemi costruttivi agli elementi di finitura fino ad arrivare ai complementi d’arredo di assoluto prestigio. In quest’ambito si occupa della progettazione e realizzazione dello spazio espositivo,  trasformando un capannone industriale in uno showroom di 1400 mq, organizzato, internamente ed esternamente, secondo logiche di applicazione alle nuove costruzioni di design, tecnologia e sostenibilità: nasce così un “Concept Store” caratterizzato dalla sua completa eterogeneità rispetto all’esperienza tradizionale del semplice negozio, allestendo un’esperienza di esplorazione e di scoperta da parte del cliente attraverso una pluralità di suggestioni, provenienti sia dalla varietà di prodotti esposti, sia dall’architettura stessa dell’ambiente. Non abbandona però la sua passione per l’arte, che per Lei è il filo conduttore di ogni sua esperienza personale e lavorativa, organizzando all’interno e all’esterno anche ampi spazi espalle personali di giovani artisti.

Simona Scandura
Le good news come stile di vita. Ama i fiori, i cani e il caffè, cucina bene solo col Bimby. Laureata in Giurisprudenza, docente di comunicazione politica istituzionale e sociologia della comunicazione, da diversi anni dirige alcune testate giornalistiche rivolte a professionisti e Pubblica Amministrazione. E' direttore di EnergiainComune, la rivista green sulla sostenibilità e l'efficienza energetica che guarda al futuro. Iscritta all'albo dell'ordine dei giornalisti dal 2009 con un passato da cronista televisiva. Specializzata in Digital Pr e Uffici stampa, ha collaborato con diversi periodici regionali e agenzie di comunicazione.

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