Il mondo e i suoi cambiamenti sociali scorrono dentro le immagini della nona edizione dell’Ortigia Film Festival in una location meravigliosa con 2570 anni di Storia. 

Ortigia splende più che mai la notte del 22 luglio tra i vincitori dell’Ortigia Film Festival e la direzione artistica di Lisa Romano.

Vita e Ribellione. Sono questi i temi di molti dei film presenti al concorso. Meravigliosi i Lungometraggi con una giuria d’eccezione: Il presidente Fabio Ferretti giornalista, critico cinematografico, autore televisivo, la regista Maria Sole Tognazzi e il famoso attore  Marco Giallini, conoscito soprattutto negli ultimi tempi per la sua brillante interpretazione del vicequestore Rocco Schiavone, in onda su Rai Due, basata sui romanzi polizieschi di Antonio Manzini.


A conquistare il primo posto come miglior film , secondo la giuria, è stato I figli della notte di Andrea De Sica per la scioltezza narrativa e la nitidezza psicologica con cui  ha tratteggiato la contro educazione sentimentale di un adolescente intrappolato in un microcosmo oppressivo. 

La giuria sui lungometraggi ha anche assegnato un premio per il miglior interprete. A vincere ex equo  sono stati Giuseppe Battiston e Charlotte Cétaire, interpreti bravissimi del film -Dopo la Guerra- di Annarita Zambrano, la regista  che ha ricevuto una mansione speciale . “Spontaneità recitativa per il racconto di un rapporto padre figlia con visioni inconciliabili della vita. Un complesso scontro di generazioni”. 


Un’altra menzione speciale da parte della giuria questa volta é stata assegnata a Fabio Grassadonia il regista di Sicilian Ghost story che di recente  ha conquistato il Nastro d’Argento, per la fotografia e la scenografia. 

“Uno sguardo diverso nuovo ed originale sulla piaga infetta della mafia” spiega la giuria. 

Il film il Padre d’Italia di Fabio Mollo, invece, con la storia complessa e travagliata di Paolo, segnata da un dolore che non riesce a superare, è stato il film premiato dal pubblico. 

Tra i corti a vincere anche Il Silenzio di Farnoosh Samadi e Ali Asgari. 

Uno dei momenti più belli della serata è stata la proiezione di Re-Future “Quando lo Smartphone crea integrazione” il progetto di educazione all’immagine sostenuto dall’Unione Europea e rivolto ai minori stranieri non accompagnati residenti a Siracusa. Un’edizione bellissima e piena di sorprese. 

 

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Simona Scandura
Una strana ossessione per la "mise en place", innamorata dei fiori, del caffè e di Bauman. Laureata in Giurisprudenza, docente di comunicazione politica istituzionale e sociologia della comunicazione. Iscritta all'albo dell'ordine dei giornalisti dal 2009 con un passato da cronista televisiva. Aspirante videomaker, Ha collaborato con diversi periodici regionali. Dal 2013 direttore della testata giornalistica d'inchiesta SUDPRESS. Oggi direttore di SUDLOOK!