Melania Trump, Dolce & Gabbana, Orange Fiber e la mise en place

Il G7 tra Catania e Taormina, tra mise en place e abiti c'è finalmente un'intesa per rafforzare la lotta al terrorismo.

 

Il ricordo di una giornata in Sicilia.

L’assessore Anthony Barbagallo insieme a Melania Trump credit Trumpadministration

Il G7 di Taormina fino ad oggi ha sortito effetti speciali, illusioni ottiche se vogliamo, con strade pulite, frecce tricolore e città splendenti come non mai.
Anche Catania per un giorno è stata al centro del mondo, nonostante i cuochi catanesi abbiamo inviato una nota (sterile?) di dissenso al sindaco per la scelta di uno chef agrigentino e molti cittadini abbiamo registrato con rabbia gli eccessivi accorgimenti dell’amministrazione comunale nel curare l’immagine di Catania, avvertendo quasi come una pantomima, la presenza di Polizia ad ogni angolo ed operatori ecologici dappertutto.
Al di là delle polemiche, sulla mise en place, semplice ed essenziale con delle margherite nane sulla tavola e pochi fronzoli per alleggerire la sala Barocca, sul colore del vestito della first Lady Melania Trump, con un soprabito floreale di Dolce & Gabbana da 50mila dollari, sulla messa in piega della compagnia del sindaco della città di Catania, Amanda Jane Succi con capelli lasciati al naturale e un trucco leggermente più accentuato del solito, a meno che non si pretenda di conoscere a menadito tutte le regole dell’etichetta, possiamo sinceramente affermare che è andata bene.
Non ci sono stati “scivoloni”, gli ospiti sono stati adeguatamente accolti e il menu curato dallo Chef due stelle michelin, Pino Cuttaia, è stato squisito.
Anche i vini, con la degustazione curata dalla Fondazione Italiana Sommelier, sono stati apprezzati dagli ospiti.
Nel pomeriggio le attenzioni sono state ancora per Melania Trump che al Teatro Greco di Taormina, durante il concerto della Filarmonica della Scala, ha indossato un abito argento sempre di Dolce & Gabbana.
E mentre Stefano Gabbana su Instagram continua a ringraziare la First Lady per le sue scelte made in Italy Haute Couture, sembra esserci molta attesa per la presentazione della start-up siciliana ‘Orange Fiber’ proprio alle First Ladies  presso il ristorante La Baronessa nell’ambito del progetto Taormina Smart.
L’azienda italiana che ha brevettato e produce tessuti sostenibili dai sottoprodotti agrumicoli, creata da Adriana Santonocito ed Enrica Arena è stata scelta da Salvatore Ferrragamo per il suo nuovo progetto green-fashion che coniuga moda e design e che utilizza solamente tessuti sostenibili e di origine naturale.
Intanto  oggi i Sette Grandi alla ricerca di posizioni comuni, su molti temi come immigrazione, scambi e clima, (con gli Stati uniti in una fase di riflessione e revisione sugli accordi di Parigi), sono riusciti a mettere sul tavolo un’intesa sull’impegno a rafforzare la lotta al terrorismo e a prendere decisioni specifiche con una road map per la parità di genere.
“Condanniamo nel modo più fermo possibile il terrorismo e tutte le sue manifestazioni, siamo uniti nel voler rendere nostri cittadini e preservare i loro valori ostili di vita” sono state le parole del premier Gentiloni.

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Simona Scandura

Una strana ossessione per la “mise en place”, innamorata dei fiori, del caffè e di Bauman. Laureata in Giurisprudenza, docente di comunicazione politica istituzionale e sociologia della comunicazione. Iscritta all’albo dell’ordine dei giornalisti dal 2009 con un passato da cronista televisiva. Aspirante videomaker, Ha collaborato con diversi periodici regionali. Dal 2013 direttore della testata giornalistica d’inchiesta SUDPRESS. Oggi direttore di SUDLOOK!